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Lombardia, scendono in campo le aziende per accelerare la campagna vaccinale

Lombardia, scendono in campo le aziende per accelerare la campagna vaccinale
Inaugurato il primo dei due hub milanesi del Gruppo Unipol da 1000 somministrazioni giornaliere. Moratti: “Vicini all’immunità di comunità”. Vaccini in azienda ruolo chiave in caso di terza dose.
Scendono in campo le aziende per accelerare la campagna nazionale di vaccinazione contro il Covid19. Il Gruppo Unipol ha predisposto, in coordinamento con le istituzioni nazionali e regionali competenti, un piano vaccinale dedicato a tutti i dipendenti del Gruppo, ai loro familiari, agli agenti e al personale dipendente di agenzia, il primo sviluppato da un’azienda attivo sull’intero territorio nazionale.
In Lombardia sono stati predisposti 20 punti vaccinali e due Hub nel capoluogo, in via De Castillia 23 in zona Porta Nuova e in via dei Missaglia 97, destinati ad una platea potenziale di circa 300 mila persone. I due hub milanesihanno una capacità vaccinale complessiva stimata di circa 2.000 somministrazioni giornaliere.
L’iniziativa, organizzata da UniSalute, sarà rivolta anche alle principali realtà produttive italiane – Aziende, Banche, Fondi sanitari che ne hanno già fatto richiesta – per accelerare la ripartenza del Paese. Sviluppata in coordinamento con la Struttura Commissariale Straordinaria guidata dal Generale Francesco Paolo Figliuolo, rappresenta un’opportunità aggiuntiva rispetto ai piani vaccinali organizzati dalle ASL regionali per supportare il mondo delle imprese nell’organizzazione e nell’esecuzione dei vaccini Covid-19 ai propri dipendenti.
Il primo hub vaccinale aziendale operativo su Milano è stato allestito in via de Castillia 23 ed inaugurato lunedì dal vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti insieme a Carlo Cimbri, amministratore delegato e Group CEO di Unipol Gruppo. Quello allestito da Unipol farà da apripista per gli altri hub dedicati alle aziendemessi a punto da Pirelli, Mediaset, Amazon, 3M e Campari – di cui l’assessore al Welfare ha annunciato la prossima attivazione, secondo l’accordo sottoscritto dalla Regione, prima a livello nazionale, con 24 associazioni di categoria.
Con l’occasione, l’assessore Moratti ha fatto il punto sull’andamento della campagna vaccinale lombarda, giunta a quasi 7 milioni di dosi somministrate (dati aggiornati a ieri pomeriggio, ndr), pari al 93,8% di quelle consegnate. Raggiunta la messa in sicurezza dei soggetti più fragili, l’assessore ha espresso soddisfazione per la risposta molto positiva deli giovani nella fascia d’età compresa tra i 12 e i 29 anni, il 52% dei quali ha già preso appuntamento per la vaccinazione negli slot aperti lo scorso 2 giugno, arrivando a 666mila prenotazioni. “La loro partecipazione è fondamentale anche per l’apertura in sicurezza delle scuole, con la didattica in presenza – ha detto –. Un aspetto che sarà importante per consentire a tanti genitori di andare a lavorare tranquillamente”.
Secondo le stime fornite dalla Moratti, la Lombardia verosimilmente potrebbe presto essere la prima regione a raggiungere l’immunità di comunità, con il 70% della popolazione over 12 vaccinata. Stime suffragate dalle dosi di vaccino “sempre più importanti” in arrivo prossimamente nei centri regionali che consentiranno di spingere l’acceleratore sulla campagna di immunizzazione lombarda. Il cronoprogramma definito dai ritmi vaccinali attuali, circa 100mila somministrazioni giornaliere, prevede di raggiungere con la prima dose tutte le persone che ne hanno diritto entro la fine di luglio, ha fatto sapere l’assessore, tempi che si accorcerebbero già al 10 di luglio se aumentasse la capacità vaccinale dei vari centri dislocati sul territorio.
L’auspicio è di arrivare prima di settembre a raggiungere l’80% dei vaccinati, varianti permettendo. La Regione in ogni caso è pronta ad un eventuale colpo di coda del virus e su questo fronte proprio la possibilità di somministrare i vaccini in azienda potrebbe rivelarsi estremamente utile qualora si rendesse necessario un terzo richiamo, ipotesi non esclusa dal commissario Figliuolo. Per questo motivol’assessore ha riferito che la Regione sta dando indicazione alle Ats di contattare le grandi realtà aziendali sul territorio per verificare la loro disponibilità a funzionare da hub sia per i loro dipendenti che per quelli delle piccole imprese che volessero usufruire di questa possibilità. Per ora si tratta di un’interlocuzione tra la Regione e Confindustria, che si è resa disponibile ad intraprendere questa strada, percorso che consentirebbe di allentare la pressione sulle strutture ospedaliere e sul loro personale.
Il tema dovrà essere in ogni caso affrontato a livello centrale, ecco perchè l’assessore Moratti intende chiedere un incontro con il governo, passando per la commissione salute, per verificare anzitutto se effettivamente sarà necessario un terzo richiamo e, nel caso, tempi, organizzazione logistica e disponibilità delle relative dosi. L’obiettivo è semplice: la Lombardia non deve trovarsi impreparata.
Micol Mulè

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