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Scuole superiori: situazione variegata da regione a regione

Dad al 100% in Sicilia, Lombardia, Alto Adige, Bolzano, Sardegna, Puglia, Umbria, Basilicata, Veneto, Marche e Friuli Venezia Giulia.

Didattica mista in Toscana, Trentino, Valle d’Aosta, Abruzzo, Lazio, Emilia Romagna, Molise e Piemonte. Conflitto di potere tra Governatori e Tar.

 

Gli studenti delle superiori di alcune regioni sono tornati a fare la didattica in presenza, seppur in forma alternata.

I primi a tornare in classe, già dall’11 Gennaio, sono stati gli alunni di Toscana, Trentino, Valle d’Aosta e Abruzzo. Ieri è toccato ai ragazzi di Lazio, Emilia Romagna, Molise e Piemonte.

 

Il Comitato Tecnico Scientifico si è riunito recentemente per fare il punto della situazione sulla riapertura scuole. Si è deciso che le scuole potranno riaprire in sicurezza, con la didattica in presenza sino al 75% degli studenti, come espressamente prevede anche il nuovo Decreto, in vigore fino al 5 Marzo. Quindi, se qualche governatore si dovesse opporre alla riapertura nella propria regione, se ne assumerebbe la responsabilità.

 

Il nuovo Dpcm prevede che le superiori adottino forme flessibili nell’organizzazione didattica in modo che, ad almeno il 50% (e fino a un massimo del 75%) degli studenti, sia garantita l’attività didattica in presenza. Le Regioni però possono a propria discrezione derogare a tale proposito.

Inoltre nelle zone rosse, la didattica delle superiori in presenza è sospesa al 100%. In questa situazione si trovano Sicilia, Lombardia, l’Alto Adige e la Provincia Autonoma di Bolzano.

Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza nei laboratori o per garantire l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali.

 

Emblematico è il caso della Lombardia, dove il Presidente Fontana aveva, mediante propria ordinanza, bloccato la riapertura, che è stata poi sospesa dal Tar. Successivamente il Ministro della Salute Speranza ha posto la regione in zona rossa, con conseguente chiusura delle scuole superiori, seconde e terze medie.

 

Ma Fontana non è stato l’unico governatore a scontrarsi con il Tar. Anche Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna si è visto sospendere la propria ordinanza di chiusura delle scuole.

Mentre il Presidente Fedriga del Friuli Venezia Giulia, dopo che il Tar ha sospeso l’ordinanza di chiusura, non ha voluto cedere e l’ha reintrodotta tale e quale alla precedente.

 

In Veneto le superiori restano chiuse almeno fino al 31 Gennaio. Nella regione sono circa 200 le classi, tra elementari e medie, sottoposte a quarantena.

Scuole chiuse fino al 31 anche nelle Marche, anche se il Presidente Acquaroli ha fatto sapere che si sta ragionando su una possibile riapertura anticipata.

 

In Umbria la didattica in presenza per le superiori è sospesa fino al 23 Gennaio. In Campania si dovrà aspettare fino al 25 Gennaio.

La Basilicata, nonostante in fascia gialla, ha disposto la Dad obbligatoria fino al 31 Gennaio. Stessa situazione in Calabria.

 

In Puglia, il Presidente Emiliano, oltre ad aver imposto la Dad al 100% per le superiori, lascia la possibilità ai genitori di scegliere, per i figli frequentanti il primo ciclo di istruzione (scuole elementari) a richiedere la didattica a distanza integrata. A questi genitori non si potrà imporre la didattica in presenza.

 

In Sardegna la didattica in presenza è sospesa fino al primo Febbraio.

 

Andrea Curcio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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