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Verso una rottamazione delle cartelle

Verso una rottamazione delle cartelle

50 milioni di atti dell’Agenzia delle Entrate da notificare. Si tema shock dei settori produttivi. Il Governo studia una soluzione.

Il decreto di fine anno, sulle mille proroghe, non ricomprende la sospensione delle cartelle esattoriali. Già dalle prossime ore, i comuni potranno continuare con le riscossioni coattive.
L’Agenzia delle Entrate si attiverà per procedere ai pignoramenti degli stipendi e dei conti correnti, a notificare gli atti di accertamento, nonché ad inibire l’utilizzo di eventuali crediti d’imposta.
Queste attività non saranno poste in essere nell’immediato, anche per evitare disagi di ordine pubblico.

Si contano circa 34 milioni di atti, in tema di riscossione, che devono essere inviati ai cittadini. A questi si aggiungono altri 16 milioni di atti di carattere ordinario. Tutti questi documenti, se inviati simultaneamente, causerebbero un intasamento dell’attività degli uffici postali e di quelli del Fisco.
Inoltre, se tutta l’energia della Pubblica amministrazione fosse dedicata alla riscossione tributaria, l’anno della ripresa economica non partirebbe proprio bene.
Come hanno fatto notare anche le opposizioni, la notifica di 50 milioni di atti, tra avvisi e cartelle, causerebbero un forte scoraggiamento per il sistema produttivo, già stremato per le misure anti coronavirus.

I tecnici e il Governo non hanno ignorato tale complicanza, per questo stanno studiando una via d’uscita. Si pensa ad una nuova modalità di rottamazione delle cartelle, dando la possibilità ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione contabile senza pagare le sanzioni e gli interessi. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di un nuovo saldo e stralcio, che cancella il debito fiscale entro un certo limite. Si ragiona anche sull’ipotesi di estendere le rate del pagamento a più di dieci anni, in modo da spalmare il debito nel tempo.

Esiste però un problema che non può essere risolto, a prescindere dalla soluzione che verrà intrapresa. Formalmente molti contribuenti non risultano ancora debitori del Fisco, ma lo diventeranno solo con la notifica dell’atto di accertamento. Ecco che si torna al tema dell’intasamento degli uffici. Si parlerebbe di gestire circa 4 milioni di atti al giorno.

Sicuramente si comincerà con quei contribuenti che erano morosi già da marzo 2019, prima dello scoppio della pandemia. L’obiettivo è quello di chiudere il nuovo arretrato entro il prossimo anno.
Pertanto la riscossione sarà focalizzata in primo luogo su quelle situazioni relative ad atti del 2020, sino ad oggi sospesi. In secondo luogo si passerà alla notifica delle nuove cartelle, datate 2021.

Andrea Curcio

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