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martedì, 1 Dicembre, 2020
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Milano, la denuncia dei tassisti: “Siamo allo stremo”

La categoria contraria al coprifuoco. La crisi che investe il settore è pesantissima, a Malpensa 1 corsa ogni 4 giorni per 20 euro.

Si allunga l’elenco delle categorie contrarie al coprifuoco, entrato in vigore nella giornata di ieri con la firma dell’ultima ordinanza regionale. Insieme ai ristoratori si aggiungono anche i tassisti a denunciare l’abbandono, da parte delle istituzioni, di un settore in gravissime difficoltà.

Mercoledì il corteo silenzioso delle auto bianche ha percorso a 30 km/h il tratto che va da piazzale Loreto fino a piazza della Scala, e ritorno, nel tentativo di accendere i riflettori sulla crisi che investe la categoria, ormai giunta ai limiti della sopportazione. “Siamo allo stremo” è l’allarme lanciato dal delegato di Unione Artigiani, Pietro Gagliardi, ricordando che dall’inizio della pandemia la categoria aveva intrapreso un percorso con le istituzioni, rimandato di mese in mese senza giungere ad alcun tipo di soluzione.

Dall’inizio della diffusione dell’epidemia i taxi avevano continuato a garantire il servizio mettendosi a disposizione di quelle categorie di lavoratori che potevano spostarsi nonostante le limitazioni del lockdown, attrezzandosi a proprie spese per il rifornimento dei dispositivi di protezione individuale e per le sanificazioni delle vetture. Inoltre si erano anche proposti come servizio di supporto al trasporto pubblico locale sul bacino di Milano per alleggerire la pressione sui mezzi pubblici, nella speranza di risollevarsi dalla carenza di lavoro. Proposta caduta nel vuoto.

Con l’assenza pressoché totale del turismo, la cancellazione di eventi e fiere, e il perdurare dello smart working, il settore ha potuto sopravvivere grazie ai trasporti dei pazienti presso i nosocomi di Milano e provincia e alle corse notturne legate alla movida. Con l’introduzione del coprifuoco alle 23, il rischio è che venga loro sottratta anche l’unica fonte di guadagno necessaria per raggiungere almeno la soglia della sopravvivenza: “Con il limite delle 23 – spiegano – la gente non uscirà proprio di casa”.

Ma, all’interno della medesima categoria, c’è chi vive una situazione ancora più drammatica. Sono i tassisti che gravitano attorno agli aeroporti lombardi, Malpensa in particolare, la cui attività risente inevitabilmente della mancanza dei passeggeri legata all’emergenza sanitaria.

In un video girato dagli stessi tassisti, la desolazione dello scalo ferroviario del terminal 1, completamente deserto già alle 19.30 come, poco più in là, l’area degli arrivi dello stesso terminal. Il via vai frenetico dell’aeroporto è solo un ricordo sbiadito: “Qui si riesce a fare una corsa ogni quattro giorni – spiega Gagliardi – che nella maggior parte delle volte non supera i 20 euro”. Nel parcheggio una fila di auto bianche in sosta, vuote.

Servono aiuti e subito. La proposta che avanza la categoria è di un ristoro che non si limiti ad essere sulla carta, l’ipotesi è quella di un anno bianco sotto il profilo fiscale, che consentirebbe al settore almeno di riprendere fiato.

In attesa di risposte, i tassisti lombardi hanno annunciato l’adesione allo sciopero nazionale della categoria in calendario il prossimo 6 novembre a Roma.

Micol Mulè

 

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