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Campania: scuole chiuse, scontro De Luca – governo

Il presidente della Regione Campania ha disposto la chiusura delle scuole fino al 30 ottobre. Una misura che ha suscitato malumori nell’esecutivo.

 

 

La Regione Campania ha chiuso le scuole dal 16 al 30 ottobre su ordine del presidente Vincenzo De Luca. Una decisione presa a seguito dell’aumento dei contagi che in un giorno sono passati da 818 a 1.127. L’ordinanza prevede la sospensione delle attività didattiche ed educative in presenza non solo nelle scuole primarie e secondarie ma anche nelle università, tranne per le lezioni degli studenti del primo anno a causa “del livello di contagio altissimo registrato anche nelle famiglie e derivante da contatti nel mondo scolastico”. Misure rigorose adottate “con il doppio obiettivo di limitare al massimo le circostanze di assembramenti pericolosi in ogni ambito, privato e pubblico, e con l’obiettivo di ridurre al massimo la mobilità difficilmente controllabile”.

 

Furiosa Lucia Azzolina, ministro dell’Istruzione, che ha parlato di una decisione “gravissima e profondamente sbagliata” ribadendo che “se l’idea per qualcuno è chiudere le scuole e lasciare tutti a casa, la risposta è no”. Tuttavia la stessa Azzolina ha riconosciuto che il potere di chiudere e aprire le scuole è nelle mani delle Regioni.

 

Il premier Conte invece, intercettato a Bruxelles dove si è recato per partecipare al Consiglio Europeo, ha cercato di smorzare i toni e, pur non condividendo la scelta del governatore campano, ha affermato che “chiudere subito in blocco tutte le scuole è una soluzione che sembra a portata di mano molto facile. Ma il governo sta cercando di trasmettere il messaggio di quanto sia importante per i nostri ragazzi perseguire una modalità di apprendimento completa come quella in presenza. Ecco, con decisioni simili non stiamo dando buoni segnali”.

 

Conte poi ha allargato il discorso chiedendo una maggiore attenzione e rispetto delle regole da parte di tutti: “Se i cittadini non hanno fiducia nelle misure precauzionali che noi indichiamo, non esprimono quel senso di responsabilità, di coesione, di appartenenza a un comune destino e al perseguimento di un medesimo obiettivo, non si ottengono risultati”. Nel frattempo i conducenti campani degli scuolabus hanno indetto una protesta chiedendo un sostegno economico.

 

Mentre si discute dell’eventualità di instaurare un coprifuoco, l’Istituto Superiore della Sanità ha fatto sapere che nella settimana dal 5 all’11 ottobre la pandemia è entrata in una fase acuta con un aumento progressivo nel numero dei casi in tutto il Paese. Ciononostante Silvio Brusaferro, presidente dell’ISS, ha affermato che “la trasmissione del coronavirus a scuola è limitata rispetto a quella che avviene in comunità, perciò è ancora più importante monitorare e rispettare le regole anche al di fuori del mondo scolastico”.

 

Simone Fausti

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