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giovedì, 22 Ottobre, 2020
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Mercati in rosso: pesano covid e voto americano

Dopo un settembre moderatamente positivo, le borse mondiali cominciano a vacillare

 

 

Crescono i contagi, torna la prudenza sui mercati azionari. Dopo un inizio autunno affrontato con ottimismo e positività da parte degli investitori, all’avvicinarsi di metà ottobre cominciano a sorgere i primi tentennamenti.

 

Le borse europee arrancano nonostante il risultato positivo del terzo trimestre economico di Jp Morgan pari a 9,4 miliardi di dollari e di CitiGroup (3,2 miliardi), dati migliori delle stime. Pesa anche la pubblicazione dell’indice tedesco Zew sullo stato dell’economia della Germania che è passato da 73,9 a 53,2 punti (consenso attorno a 70).

 

Piazza Affari tentenna, si aggira sulla parità e finisce per chiudere la giornata di martedì in rosso (-0,81% a 19.558 punti).

Bene Cnh Industrial (+1,38%) e Stmicroelectronica (+0,67%), male il comparto bancario con Bper Banca che lascia sul terreno il 5,12% seguita da Mediobanca (-3,7%) e UniCredit (-3,66%). Anche la Juve è andata a picco (-2,22%) dopo la notizia della positività di Cristiano Ronaldo al coronavirus.

 

Lo spread invece si è contratto fino a raggiungere i 120 punti. Ieri è stato toccato un nuovo record con le aste del tesoro: il BTP a 4 anni (2024)  ha visto un collocamento di 3,75 miliardi di euro con un rendimento di -0,14% pari a una discesa di quattordici punti base e facendo registrare nuovo minimo storico. Per quanto riguarda il BTP a 7 anni (2027), sono stati collocati 2,25 miliardi di euro con un rendimento all’0,34% dallo 0,75% del mese precedente. Piazzamento di 1,5 miliardi invece per il BTP a 30 anni (2050) con un rendimento che è passato all’1,48% dall’1,91% del 13 agosto.

 

Due sono i fattori principali che contribuiscono a mantenere relativamente alta la volatilità sui mercati finanziari: le elezioni americane e il covid19.

 

Per quanto riguarda il voto statunitense, la media degli ultimi sondaggi mostra un distacco da parte di Biden su Trump di circa 10 punti a  livello nazionale (fonte: realclearpolitics) anche se le elezioni del 2016 ci hanno insegnato che sono i trend locali dei singoli stati americani i dati cruciali per capire le chance di vittoria e anche in questo caso il candidato democratico sembra favorito rispetto a Trump. Nell’ultimo periodo il mercato è risultato in movimentazione per la paura che una vittoria dei democratici comporti un aumento delle tasse alle aziende e alle fasce di reddito più alte ma quattro anni fa gli stessi mercati reagirono in maniera risoluta alla sorpresa della vittoria di Trump e dunque anche quest’anno sembrano pronti ad assorbire le conseguenze di un eventuale cambio di poltrone alla Casa Bianca.

 

Sul versante della pandemia la situazione è più grave. Wall Street fin’ora continua a dimostrare una certa resilienza ma nell’ultimo periodo le notizie sul coronavirus sono progressivamente peggiorate. Da una parte ogni giorno che passa diventa sempre più verosimile l’ipotesi di un lockdown completo nel Regno Unito dove i nuovi casi giornalieri si contano a decine di migliaia. Una situazione aggravata anche dallo stop al test sul vaccino da parte di Johnson & Johnson dopo che uno dei tester si è ammalato in maniera improvvisa. Nel frattempo anche l’Italia ha cominciato a varare norme più restrittive e il governo sta già valutando un ulteriore inasprimento.

 

Simone Fausti

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