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giovedì, 3 Dicembre, 2020
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Scuola: ripartenza in salita

Mancanza di banchi, di mascherine, di spazi adeguati e anche di docenti. La scuola è ricominciata ma la situazione è complicata.

 

Lunedì 14 settembre la scuola italiana ha riaperto i cancelli dopo 6 mesi di stop. A dir la verità l’attività scolastica non è ripartita in tutto il territorio e laddove sono ricominciate le lezioni la situazione rimane complicata.

 

Alcune regioni hanno deciso di posticipare l’inizio dell’anno scolastico, principalmente dal momento che il 20 e 21 settembre si terranno le elezioni in diverse zone. E così Puglia, Calabria, Basilicata, Abruzzo e Campania torneranno in classe il 24 settembre, il Friuli Venezia Giulia il 16, la Sardegna il 22. Anche se il governatore campano De Luca ha affermato che non può confermare con certezza che la scuola nella sua regione riaprirà il 24 settembre.

 

In totale dunque 8,3 milioni di studenti tornano a scuola ma non tutti nelle stesse condizioni. Secondo le indicazioni del ministero dell’Istruzione, al momento per circa 50 mila studenti è impossibile mantenere le distanze in classe, principalmente perché mancano i banchi monoposto.

 

Per ora ne sono stati consegnati circa 200mila di tali banchi, dunque il governo è in ritardo di “soli” 2,2 milioni di pezzi i quali, ha assicurato Palazzo Chigi, dovrebbero arrivare entro fine ottobre.

 

Sul versante degli insegnati la situazione è particolarmente difficile. Bisogna riconoscere che tra concorsi promessi è mai realizzati, il sistema pre Covid era particolarmente fallace di suo. Con l’arrivo della pandemia la situazione è esplosa. Le cattedre non ancora assegnate infatti sono 60 mila mentre appena il 50% dei docenti, cioè circa mezzo milione, ha svolto il test sierologico e tra questi 13mila, il 2,6%, è risultato positivo e dunque impossibilitato a rientrare finché l’esito del tampone non sarà negativo.

 

Ieri in mattinata è intervenuto anche il premier Conte che si augura che la ripresa dell’anno scolastico coincida con quella del Paese:

 

“Nella scuola si concentrano tutti i progetti di un futuro migliore. Ci saranno difficoltà e disagi, soprattutto all’inizio. La scuola peraltro ha carenze strutturali che ci portiamo dietro da anni, aggravate dall’attuale pandemia. Tuttavia voi ragazzi dovrete fare la vostra parte, impegnarvi a rispettare le regole di cautela che vi consentiranno di tutelare la vostra salute e quella degli altri”.

 

 

Per quanto riguarda le dotazioni di mascherine, anche in questo caso le scuole non navigano in buone acque. Gli istituti aspettavano 77 milioni di mascherine entro il 14 settembre ma la realtà è che queste raramente sono arrivate e così ogni scuola si arrangia come può. Il risultato è che di norma ciascuno studente se la porta da casa.

 

 

Simone Fausti

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