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venerdì, 4 Dicembre, 2020
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Cambia ancora tutto per il riavvio della scuola

Cambia ancora tutto per il riavvio della scuola

Non c’è pace per il riavvio dell’anno scolastico. Che, a questo punto, lascia più domande che risposte. Sintomatica è la situazione mascherine. Queste le ultime dichiarazioni in materia:

«Sopra i sei anni – ha affermato il coordinatore del Cts Agostino Miozzo a SkyTg24 – sarà richiesto, in Italia come in altri Paesi, che ci imponiamo l’uso della mascherina e il distanziamento. Poi ci saranno condizioni particolari, come l’uso se c’è un ragazzo non udente in classe e momenti del contesto locale che saranno valutati».

Ricordiamo che è stata nel frattempo bandita una gara per i nuovi banchi. Cambiata in corso d’opera, doveva fornire i banchi l’8 Settembre. Ovviamente, la consegna è saltata e sarà A partire da quella data. Con annessa lotta al coltello su chi dovrà averli prima: chi rischia di più, o chi ha la situazione scolastica peggiore, cioè il Sud? Lo scopriremo nei prossimi giorni. Sempre arrivino, ovviamente, sappiamo tutti come finiscono queste gare, vero?

Se i banchi sono un’incognita, sulle mascherine tutto bene. Almeno così dice Arcuri, vista del riavvio:

«Distribuiremo 11 milioni di mascherine gratuite al giorno alla totalità delle scuole del paese per metterle a disposizione di studenti e personale. Distribuiremo 170 mila litri di gel igienizzante la settimana così rispondendo ai 3 requisiti di base: protezione individuale igienizzazione mani e screening: una operazione che pochi paesi hanno attuato molto onerosa».

Sarebbe da capire se queste mascherine fanno parte del fantomatico eccesso di produzione annunciato in pompa magna mentre il Commissario ammazzava l’industria privata del settore. Temendo la risposta, non ci porremo la domanda.

In ultimo una delle condizioni vitali, i test rapidi. È perfettamente inutile, infatti, che nel sospetto di un contagio i risultati arrivino cinque giorni dopo.

Riporta il Sole 24 Ore:

Il Comitato ha esaminato anche il documento elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’Inail che stabilisce come andranno affrontati i casi di contagi a scuola, «che sicuramente ci saranno – ha detto Miozzo – dal momento che abbiamo otto milioni di studenti e due milioni di persone che lavorano nella scuola». Un documento che va incontro anche alla richiesta dei presidi di rivedere la responsabilità penale che allo stato potrebbe ricadere su di loro. Sul punto il Cts ha evidenziato che le « preoccupazioni dei dirigenti scolastici per eventuali responsabilità non hanno motivo di esistere in base a quanto previsto dalla Legge 40 del 5 giugno 2020».

Nota a piè di pagina, in che casi chiuderanno le scuole?

Se si dovesse verificare un caso non vorrà dire chiudere le scuole, vorrà dire esaminare il contesto di volta in volta e, se necessario, mettere in quarantena una classe o l’intera scuola: questo sarà discusso di volta in volta con le autorità sanitarie locali» dice Miozzo. Insomma, andando vedendo.

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