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lunedì, 28 Settembre, 2020
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Bonus 110%, le banche si organizzano per rilevare il credito d’imposta

Bonus 110%, le banche si organizzano per rilevare il credito d’imposta

 

Ai fini del funzionamento del meccanismo del super bonus, sarà indispensabile anticipare denaro fresco alle imprese e le banche si stanno muovendo

Le grandi banche e molti altri istituti bancari più piccoli stanno mettendo a punto una grande varietà di prodotti per soddisfare la cessione del credito d’imposta che riguarda il bonus del 110% per le ristrutturazioni. In particolare Unicredit, tra le più attive nel mercato dell’ecobonus, ha erogato prima del lockdown circa 171 finanziamenti per un importo pari a ben 39 milioni di euro.

La misura deve però essere convertita in legge e si attendono ancora i provvedimenti attuativi dell’agenzia delle Entrate e il decreto del Mise.

Una certezza però c’è: ai fini del funzionamento del meccanismo del super bonus, sarà indispensabile anticipare denaro fresco alle imprese e su questo fronte le banche si stanno organizzando.

Sono pochi i condomini che hanno la forza di agire autonomamente, infatti gran parte di essi sceglieranno l’impresa gestendo la cessione del credito.

L’azione degli istituti bancari si esprime anche in accordi con general contractor o arranger che propongono soluzioni chiavi in mano ai condomìni e ai proprietari di interi edifici, coordinando scelta dell’intervento, ricerca delle imprese, cessione del credito e visti di conformità.

Alessandro Ponti, veterano nel settore e fondatore di Harley&Dikkinson, è fiducioso: “Tutti gli istituti hanno capito la complessità e l’importanza dell’occasione. Per questo stiamo trattando con Montepaschi, Unicredit, Banca di Piacenza, Banca di Ragusa e altri. Abbiamo trovato grande disponibilità e ormai stanno affinando i sistemi interni, con sicuro interesse per questo mercato”. Secondo le stime di Ponti, se tutti gli accordi verranno conclusi, questi gruppi bancari potranno garantire almeno 10 miliardi di plafond per la cessione dei crediti fiscali.

Un’alternativa potrebbe essere offerta da “Build your credit”. La società fa parte di My credit Spa, una società di costruzioni specializzata nel valorizzare e portare a termine cantieri già iniziati o da realizzare completamente. Si occupa anche di investimenti e della valorizzazione di asset e portafogli Npl e Utp secured.

“I fondi vengono dagli investitori istituzionali che grazie al questo modo di operare sono sollevati dalla valutazione del merito creditizio dell’impresa che cede il credito – spiega il dg Cristiano Spaggiari – valutiamo il credito utilizzando parametri oggettivi, quali per esempio il prezzario Dei. E lo stesso facciamo con i nostri fornitori. Il nostro ruolo è comunque di garanzia verso gli investitori e i committenti. Quindi non possiamo avvalerci di imprese poco serie o strutturalmente inadeguate”.

 

Andrea Curcio

 

 

 

 

 

 

 

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