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mercoledì, 28 Ottobre, 2020
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Rainoldi Legnami srl: una tradizione imprenditoriale giunta alla terza generazione

Annalisa Rainoldi, classe’61, nasce a Sondrio dove, una volta terminati gli studi classici, entra nell’azienda di famiglia, la storica Rainoldi Legnami, attiva nel settore del legno da oltre 70 anni. Prima ancora di conseguire la laurea in Economia e Commercio alla Cattolica di Milano, Annalisa è già socio amministratore dell’allora Rainoldi Legnami snc, e da lì ad una rapida ascesa alla carriera, il passo è breve. Socio amministratore di Progetto Legno srl – l’attuale Rainoldi Legnami srl – nel corso degli anni diventa socio rappresentante di Proenergia Srl, Holzfin Sa e della Rainoldi Mac Srl, di cui è anche legale rappresentante. Parallelamente riveste prestigiose cariche, dapprima in qualità di consigliere TCVVV (Teleriscaldamento-Coogenerazione Valcamonica, Valtellina, Valchiavenna), poi membro del Comitato di Promozione dell’Imprenditoria Femminile CCIAA di Sondrio.

Dal 2014 Annalisa Rainoldi è consigliere della Banca Popolare di Sondrio. Nominata Presidente della Consulta di territorio di Sondrio di Confindustria, siede in qualità di consigliere nel Consiglio Generale di Confindustria, oltre ad essere anche membro del Consiglio e della Giunta Camerale CCIAA di Sondrio.

La Rainoldi Legnami è attiva nel settore del legno da 70 anni, come è iniziato tutto e come si è sviluppata nel corso degli anni?

La mia esperienza lavorativa si è interamente sviluppata dall’inizio nell’impresa di famiglia, insieme a mio marito e mia sorella; le redini dell’azienda sono state prese nella sua totalità alla morte di mio padre nel 1996. Da allora, sempre nel solco di mio padre che era un imprenditore molto capace, abbiamo fatto un percorso di crescita e anche di diversificazione nella attività. Voglio segnalare con orgoglio che oggi in azienda è presente la 3^ generazione con i nostri figli, laureati in materie economiche e ingegneristiche.

Quali sono le attività di punta?

Innanzitutto l’attività di segagione dei tronchi, con un nuovo impianto recentissimamente rinnovato con macchinari Industria 4.0. Poi il reparto di carpenteria in legno dove, con macchinari a controllo numerico guidati da un’attenta progettazione, realizziamo in fornitura e posa tetti e case con pareti strutturali in legno. Infine il settore energia rinnovabile: fornitura e installazione di impianti fotovoltaici e creazione di una centrale da 1 mega di produzione di energia elettrica, con la tecnica della gasificazione alimentata con biomassa di legno vergine, scarto di lavorazione dell’attività di segheria.

A quale mercato vi rivolgete?

Il mercato al quale ci rivolgiamo con tutte le nostre attività è sostanzialmente italiano, soprattutto settentrionale e centrale. Per quanto riguarda l’attività di carpenteria, esportiamo anche nella vicina Svizzera.

Qual è stato l’impatto del Covid nel suo settore?

Ad esclusione della centrale elettrica, che è sempre stata funzionante, il lock down ha colpito la nostra attività di segheria per circa un mese.

Alla riapertura tutto è ricominciato molto lentamente. Essendo il mercato principale legato agli imballatori, a loro volta collegati alla spedizione di merce soprattutto all’estero delle varie filiere industriali, i quantitativi richiesti sono decisamente inferiori alla normalità, che tutti auspichiamo possa presto tornare.

Per quanto riguarda l’attività di carpenteria, tutti ci aspettiamo un prossimo periodo denso di lavoro se decollerà finalmente l’ecobonus, sui quali l’intero settore edilizio attende con trepidazione le circolari applicative.

Come l’avete affrontato?

Ringraziando innanzitutto il cielo di essere usciti indenni dal punto di vista della salute, abbiamo cercato di superare la negatività del momento, del resto come sempre, facendo quadrato nella famiglia. Dal punto di vista lavorativo, alla ripresa stiamo cercando di capire, vista la riduzione quantitativa della nostra solita clientela, quali nuovi sbocchi possiamo considerare per i nostri prodotti: autocommiserarsi non è mai servito a nulla!!

5) Dal punto di vista di imprenditrice, cosa servirebbe da parte del Governo?

A mio modesto parere servono regole chiare, certe, ma serve soprattutto che chi legifera abbia una visione generale e prospettica, non solo finalizzata all’ottenimento di consenso elettorale, ma di lungo raggio.  Soprattutto serve che chi ci governa si cali nella realtà quotidiana e cerchi di risolvere i nodi strutturali senza continuare a girare intorno ai problemi lasciandoli sempre tali. E se si capisce che non si è all’altezza della situazione, sarebbe bene con onestà lasciare il campo a chi ne è veramente.

6) Quali prospettive vede per il medio periodo?

Questa pandemia ha cambiato profondamente il nostro sistema di vita, sociale ed economico, e ciò non sarà forse mai cancellato. Tocca ora ripensare ogni scelta. Nella visione ottimistica che cerco sempre di preferire, siccome da ogni problema deve nascere una opportunità, voglio credere in un lento e progressivo miglioramento.

7) Su cosa puntare? La Rainoldi Legnami ha anche sviluppato un animo green e investe sull’ innovazione, possono essere elementi su cui fondare la ripresa?

Si, lo ritengo. Di puntare a questo lo stiamo dimostrando già dagli anni scorsi, costantemente, senza mai arrenderci.

Micol Mulè

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