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giovedì, 1 Ottobre, 2020
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Protezione e inclusione: è boom di richieste per le mascherine con l’oblò

L’idea innovativa di un gruppo di volontarie di Brivio per incontrare le necessità dei sordi si è presto estesa a tanti settori dove l’espressività è fondamentale, anche con le mascherine.

È già boom di richieste per le mascherine con oblò ideate da un gruppo di amiche di Brivio, comune di 4600 anime della provincia di Lecco. Un’idea semplice ma nello stesso tempo geniale in grado di coniugare perfettamente protezione dal virus e inclusione sociale. L’intuizione è nata dalla sensibilità di Ornella Pozzoni, ideatrice del progetto, che ha saputo cogliere le aumentate difficoltà dovute all’uso delle mascherine per coloro che sono sordi e per i quali la lettura del labiale è di fondamentale importanza ai fini della comunicazione e della socialità. Perché quindi non creare una mascherina con un oblò trasparente che lasci visibile la bocca? Dall’idea alla realizzazione il passo è stato breve, un giro di chiamate alle amiche con le quali già era al lavoro per produrre mascherine di cotone, nel periodo in cui costituivano un bene assai raro da reperire sul mercato, e il gioco è fatto.

Il prototipo prende forma nel giro di pochissimo tempo nelle mani abili delle volontarie. Il risultato è una mascherina di stoffa con un oblò centrale realizzato in materiale trasparente e sicuro dal punto di vista sanitario, fornito da un’azienda di Cisano Bergamasco, che consentirà la lettura del labiale senza alcuna difficoltà. Già l’Ente Nazionale Sordi aveva fatto emergere il problema dell’impossibilità di leggere il labiale con le mascherine, appello raccolto anche da alcune aziende che si erano rivolte al Mise per poter produrre dei presìdi sanitari idonei ai sordomuti.

Un obiettivo raggiunto dalle cinque volontarie che hanno pensato anche alla campagna pubblicitaria per promuovere l’iniziativa. È bastata un’immagine della nuova mascherina indossata postata su Facebook nel gruppo “Sei di Brivio se…”, per farla diventare virale e raccogliere in brevissimo tempo un boom di richieste. Dapprima un paio di associazioni di Lecco e Cantù che seguono persone audiolese, con una commessa di un centinaio di mascherine, seguiti da terapeuti che si occupano di linguaggio e comunicazione e delle patologie ad essi collegate. Poi è stato un crescendo di ordini dai settori più disparati, perché sarà anche vero che gli occhi parlano, ma niente è paragonabile all’esplosione di un sorriso sul volto di una persona. Ed ecco allora avanzare le richieste di ristoratori, estetisti, professionisti che hanno a che fare con la clientela e per i quali l’espressività ricopre un ruolo determinante nel loro mestiere. Come l’Arena di Verona che ha ordinato le rivoluzionarie mascherine per gli attori che prenderanno parte agli spettacoli in programma nell’anfiteatro, in previsione del via libera alla nuova stagione teatrale. L’auspicio è che ora la nuova mascherina con oblò venga realizzata su vasta scala e possa andare in dotazione anche agli ospedali.

Micol Mulè

 

 

 

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