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Indennizzo 600 euro: per INPS la soluzione è la roulette del «click day»?

L’INPS pensa ad un click day per far accedere i lavoratori autonomi all’indennità di 600 euro. Confcommercio in disaccordo. Il governo frena.

«Click day»: è la modalità partorita da Pasquale Tridico, presidente dell’INPS, per chiedere l’indennità di 600 euro rivolta ai lavoratori autonomi prevista nel decreto «Cura Italia». Dunque artigiani, commercianti e tutti i lavoratori autonomi colpiti economicamente dall’emergenza coronavirus potrebbero doversi collegare online per chiedere l’indennizzo in un giorno da definire. Ma attenzione, il problema è che oltre la soglia dei 2,16 miliardi di euro, cioè la quota stanziata per tale provvedimento, non verranno accettate nuove domande. Dunque i più “veloci” otterranno i 600 euro mentre i più lenti no.

Al momento questa è semplicemente un’ipotesi: le indicazioni operative dovrebbero essere comunicate in una circolare INPS entro questa settimana. Ma già si sono alzate voci di protesta. Confcommercio ha sottolineato la potenziale iniquità di tale misura: «Il click day rischierebbe di vanificare in buona parte la stessa volontà del legislatore e non metterebbe tutti in potenziali richiedenti sullo stesso piano e alle stesse condizioni di partenza».

È evidente infatti come il successo dell’operazione dipenda in buona parte dalla connettività di ogni territorio della penisola, elemento tutt’altro che omogeneo. Come ribadisce il più importante organismo di rappresentanza delle imprese: «Per le necessità organizzative e di strumentazione di cui necessita, il click day rischia di essere del tutto incoerente nell’attuale fase emergenziale nella quale l’attività degli autonomi è di fatto sospesa o fortemente limitata, così come quella di associazioni di rappresentanza e intermediari in grado di prestare assistenza a tali soggetti».

In generale, le istituzioni già pensano al secondo intervento annunciato per aprile, tramite il quale dovrebbero essere definiti nuovi strumenti per la tutela delle attività economiche e per la lotta al coronavirus finanziate in parte con i Fondi strutturali europei.

È ancora da definire infatti come distribuire i 300 milioni di euro previsti per coloro che sono esclusi dai 600 euro, oltre per esempio alla necessità di garantire un indennizzo anche ai lavoratori domestici e ai rider, quest’ultimi particolarmente esposti al rischio contagio. Infine permangono dubbi sul fatto che l’indennità di 600 euro venga erogato “una tantum” e non sia modulato sul reddito o in base alle perdite economiche accumulate. Una questione che potrebbe essere discussa in vista delle nuove misure di aprile.

Simone Fausti

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