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domenica, 27 Settembre, 2020
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Goal! Le strane regole anti epidemia che (non) si applicano agli stadi

Facciamo un rapido elenco (informazioni prese da Sky.it) della situazione negli stadi:

EMPOLI-PORDENONE, sabato 29 febbraio, ore 15
Stadio Castellani, nessuna restrizione

NAPOLI-TORINO, sabato 29 febbraio, ore 20.45
Stadio San Paolo di Napoli, nessuna restrizione

LECCE-ATALANTA, domenica 1° marzo, ore 15
Stadio Via del Mare di Lecce, nessuna restrizione

CITTADELLA-CREMONESE, sabato 29 febbraio, ore 15
Stadio Tombolato, partita a porte chiuse

VENEZIA-COSENZA, sabato 29 febbraio, ore 15
Stadio Penzo, partita a porte chiuse

 

Notato niente di strano? Si applica il noto ed indiscusso principio scientifico del cuius regio eius et morbus. La malattia è legata alla terra. Vai a vedere giocare l’Atalanta a Lecce? Nessun problema. Si gioca contro il Parma in casa del Parma? Partita a porte chiuse. Ora, tutti noi sappiamo che le tifoserie sono virtuosi esempi di responsabilità collettiva in cui, per fermare i comportamenti distruttivi di una minoranza, la maggioranza si è sempre mobilitata.

Dopotutto è noto che gli ultras di ogni fede e colore hanno sempre rispettato a fondo, direi quasi venerato, legge e forze dell’ordine. È quindi del tutto impensabile che un ultras dell’Atalanta decida, con i primi segni di un fastidioso raffreddore di arrivare a Lecce. O che uno Spezino che si senta poco bene se la faccia fino a Benevento per seguire la squadra, no?

Poi ci sono le perle. Al momento della pubblicazione di questo pezzo, la versione più accreditata dice che Milan Juventus, valevole per la Coppa Italia, che si giocherà Mercoledì sera, a porte semi aperte. Solo ai Torinesi sarà consentito vedere la partita dal vivo. Tutto questo perché, come è noto, in Piemonte la malattia non solo non è entrata, ma nemmeno può entrarvi.

A questo punto, una domanda sempre più pressante si fa strada: stiamo seguendo la scienza o stiamo facendo le cose un po’ alla viva il parroco, nella speranza che alla fine andrà tutto bene? Perché a me pare tanto che siamo nel secondo caso. Anche perché, per qualche buffo motivo, tutti gli allenamenti sono a porte chiuse, ma non alcune partite delle serie maggiori.

Insomma, speriamo che questa situazione passi presto. L’irrazionalità non fa bene a nessuno e non aiuta le comunità. E, per strano che possa sembrare, non mi riferisco al Coronavirus.

Luca Rampazzo

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