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martedì 3 Marzo, 2026
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Auto in Italia: trend di gennaio in rialzo, ma la sfida è la ripresa duratura

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Il mercato italiano delle autovetture apre il 2026 con un segnale di ripresa, trainato soprattutto dal noleggio a breve termine. Nel mese di gennaio le immatricolazioni hanno raggiunto quota 141.980 unità, in aumento del 6,2% rispetto alle 133.721 dello stesso mese del 2025. Il confronto con il periodo pre-pandemia resta tuttavia penalizzante: rispetto a gennaio 2019 mancano ancora circa 23.300 vetture, pari a un calo del 14,1%, a conferma di un recupero solo parziale dei livelli storici.

Le prospettive sull’intero anno restano improntate alla cautela. Le stime di UNRAE indicano per il 2026 un volume complessivo di circa 1.540.000 immatricolazioni, in lieve crescita (+0,9%) rispetto al 2025, con un recupero limitato a poco più di 14.000 unità. Il divario rispetto al 2019 rimane ampio, pari a quasi 377.000 vetture in meno (-19,7%), confermando un mercato stabilizzato negli ultimi tre anni su un livello compreso tra 1,5 e 1,57 milioni di unità. Anche nel biennio 2027-2028, secondo l’associazione, le immatricolazioni dovrebbero restare sotto la soglia di 1,6 milioni.

Sul fronte delle alimentazioni, il rientro delle auto incentivate riporta le quote su valori più coerenti con la domanda strutturale. Le elettriche pure si attestano al 6,6% del mercato, con 9.446 immatricolazioni, in calo rispetto ai picchi registrati a novembre e dicembre, ma in crescita rispetto al 5,0% di gennaio 2025. Le ibride plug-in continuano invece a mostrare una dinamica sostenuta, favorite dall’ampliamento dell’offerta e dalle nuove disposizioni sulle auto aziendali in fringe benefit: la quota sale all’8,7%, solo leggermente sotto il 9,3% di dicembre e nettamente superiore al 3,7% di un anno prima.

UNRAE continua intanto a sollecitare una rapida definizione delle procedure di rimborso degli importi anticipati dai concessionari per gli incentivi, segnalando un’esposizione finanziaria del settore superiore ai 300 milioni di euro. Eventuali ritardi, avverte l’associazione, potrebbero riflettersi anche sui tempi di immatricolazione delle vetture agevolate.

Il tema è stato al centro del Tavolo Automotive convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al quale UNRAE ha partecipato a fine gennaio, in una fase considerata decisiva per il futuro dell’automotive europeo. L’obiettivo è favorire un confronto più pragmatico e aderente alle reali dinamiche di mercato, tenendo conto della complessità della transizione in atto. Nel suo intervento, il presidente di UNRAE, Roberto Pietrantonio, ha sottolineato come il mercato italiano dei veicoli a basse e zero emissioni si attesti intorno al 15,3%, contro il 27-30% di Paesi come Francia e Germania. Per colmare questo divario, secondo Pietrantonio, servono strumenti concreti, a partire da una riforma mirata della fiscalità delle flotte aziendali, intervenendo su detraibilità dell’Iva, deducibilità dei costi e tempi di ammortamento, così da accelerare il rinnovo del parco circolante nel rispetto di un approccio pragmatico e di neutralità tecnologica.

Analizzando la struttura del mercato di gennaio per tipologia di utilizzatore, emerge una flessione contenuta dei privati, la cui quota scende di 6,1 punti al 56,9% del totale. Le autoimmatricolazioni crescono a doppia cifra e salgono al 10,1% di quota. Il noleggio a lungo termine, con un tasso di crescita inferiore al mercato complessivo, perde 0,6 punti e si attesta al 19,2%, mentre il noleggio a breve termine registra un forte balzo, recuperando 5,5 punti e arrivando all’8,7% del totale, risultando il principale motore della crescita mensile.

Dal punto di vista delle motorizzazioni, il mercato continua a spostarsi verso le soluzioni ibride. Le vetture a benzina perdono circa un quarto dei volumi e scendono al 18,7% di quota, mentre il diesel arretra al 7,3%. Il Gpl cala al 6,5%. Le ibride complessive salgono al 52,1% del mercato, con un 14,4% di full hybrid e un 37,7% di mild hybrid. Le elettriche pure e le plug-in, come già evidenziato, si attestano rispettivamente al 6,6% e all’8,7%.

Per segmenti, si registra una crescita sostenuta delle berline e dei Suv del segmento A, mentre nel segmento B flettono sia le berline sia i Suv. Nel segmento C calano le berline e crescono i Suv, mentre nel segmento D si osserva una forte accelerazione sia delle berline sia dei Suv. Nell’alto di gamma le berline restano stabili su quote contenute, mentre i Suv mostrano una lieve flessione. Station wagon e MPV rappresentano ciascuno il 2,3% del mercato, le sportive lo 0,6%.

A livello geografico, il Nord Est consolida la leadership con una quota del 30,2%, sostenuta in larga misura dal noleggio, senza il quale scenderebbe al 22,8%. Il Nord Ovest si attesta al 28,1%, il Centro al 26,5%, mentre il Mezzogiorno e le Isole restano rispettivamente al 10,0% e al 5,2%.

Le emissioni medie di CO₂ delle nuove immatricolazioni scendono del 6,3% a 109,5 grammi per chilometro. La distribuzione per fasce emissive riflette l’andamento delle elettriche e delle plug-in: le vetture a zero emissioni rappresentano il 6,6% del mercato, mentre la fascia 95-135 g/km resta predominante con oltre il 60% delle immatricolazioni. Un quadro che conferma una transizione in corso, ma ancora lontana da un pieno consolidamento.

Gloria Giovanditti

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