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giovedì 23 Aprile, 2026
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Europa, cresce il mercato auto: elettrico in accelerazione

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Nel primo trimestre dell’anno il mercato automobilistico europeo torna a crescere, ma resta ancora distante dai livelli pre-crisi e sempre più segnato da una trasformazione profonda nelle motorizzazioni e negli equilibri industriali. A marzo, nell’area dell’Europa occidentale che comprende Unione europea, Paesi Efta e Regno Unito, sono state immatricolate 1.581.196 auto, in aumento dell’11,1% rispetto allo stesso mese del 2025, portando il totale dei primi tre mesi a 3.521.137 vetture (+4,1%). Nonostante il recupero, il confronto con il 2019 evidenzia ancora un divario significativo: il mercato resta inferiore del 15,1% rispetto ai livelli antecedenti alla crisi.
La crescita non è omogenea tra i principali Paesi europei. Secondo il Centro Studi Promotor, la Germania registra un incremento del 5,2%, il Regno Unito del 5,9%, l’Italia del 9,2% e la Spagna del 7,6%, mentre la Francia segna una flessione del 2,1%. In questo contesto, il vero motore del cambiamento resta l’elettrificazione, che continua a guadagnare terreno a ritmi sostenuti.
A marzo le auto elettriche crescono del 41,7%, raggiungendo 344.064 immatricolazioni, mentre le ibride plug-in salgono del 31,9% a 158.377 unità e le ibride tradizionali del 15,3%, con 607.826 consegne. Nel trimestre, le elettriche segnano un aumento del 26,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, le plug-in del 32,4% e le ibride dell’11,4%. Di contro, prosegue il ridimensionamento delle alimentazioni tradizionali: le diesel calano del 14% a marzo e del 16,4% nel trimestre, mentre le benzina scendono rispettivamente del 10,2% e del 17%.
L’andamento delle vetture elettriche evidenzia però forti differenze tra i Paesi. L’Italia registra la crescita più marcata tra i principali mercati europei, con un +65,7% nel trimestre, pur mantenendo una quota ancora contenuta al 7,9%, in aumento rispetto al 5,2% dello stesso periodo del 2025. Incrementi rilevanti si osservano anche in Francia (+50,4%), Germania (+41,3%) e Spagna (+41,6%), mentre nel Regno Unito la crescita si attesta al 14,5%. Una dinamica sostenuta in gran parte dagli incentivi pubblici e, nel caso italiano, anche dal progressivo assorbimento delle prenotazioni legate agli stanziamenti dello scorso anno.
Sul fronte dei costruttori, emergono performance molto differenziate. Tra i protagonisti della transizione elettrica spiccano BYD, che a marzo registra una crescita del 147,6% a 37.580 unità, e Tesla, in aumento dell’84,3% a 53.600 immatricolazioni, con un progresso del 44% nel trimestre. Tra i gruppi europei, Volkswagen mantiene la leadership con 378.826 vetture a marzo (+4,8%) e una crescita dell’1,4% nel trimestre, sostenuta in particolare da Skoda (+15,7%), mentre Porsche registra una flessione del 14,7%.
Positivo anche l’andamento di Stellantis, che nel trimestre raggiunge 563.490 vetture vendute (+7,3%), con una quota di mercato salita al 16% dal 15,5% del 2025. A marzo il gruppo ha consegnato 228.055 auto (+6%), pur con una quota in lieve calo al 14,4%. All’interno del gruppo si distinguono le performance di Fiat (+31%), Opel (+17,8%), Citroën (+17,4%) e Lancia (+15,5%). Tra gli altri operatori, Renault cresce del 3,4% nel mese ma chiude il trimestre in calo del 7,4%, penalizzata soprattutto da Dacia (-17,7%), mentre Hyundai registra un +5,5% a marzo ma una flessione del 2,7% nei tre mesi. In lieve crescita Mercedes-Benz (+0,3% a marzo e +2,2% nel trimestre), mentre Mitsubishi Motors segna un calo del 34,9%.
Il quadro che emerge è quello di un mercato in ripresa ma ancora fragile, alle prese con una transizione energetica che ridisegna equilibri e strategie industriali. Secondo il presidente del Centro Studi Promotor, Gian Primo Quagliano, il rigore delle politiche europee in materia ambientale ha già prodotto effetti significativi sul settore, mentre cresce la pressione competitiva dei veicoli prodotti al di fuori dell’Unione. In questo scenario, la sfida per l’industria automobilistica europea sarà quella di conciliare sostenibilità, competitività e capacità produttiva, in un contesto globale sempre più complesso.
Gloria Giovanditti

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