back to top
giovedì 5 Marzo, 2026
Sign In
spot_img
spot_img

L’Europa e i timori di un’invasione russa: Vladimir Putin porta avanti la “Fase Zero”

spot_img

I più letti

Nessuno si aspetterebbe davvero che Vladimir Putin invadesse l’Europa o, meglio, uno stato dell’Ue. D’altra parte, nessuno credeva fino in fondo che la Russia avrebbe scatenato una guerra d’invasione su larga scala contro l’Ucraina. Eppure, i segnali c’erano, ed erano parecchi. Non si tratta solo della retorica putiniana o il fatto che Putin dal suo insediamento al Cremlino ha scatenato guerre contro alcuni vicini come Cecenia e Georgia. Nel gennaio 2022, l’intelligence americana fece trapelare informazioni sull’imponente ammasso di truppe e mezzi russi al confine con l’Ucraina, movimenti che mal si sposavano con la necessità di esercitazioni militari. Lo stesso presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, chiese agli americani di abbassare i toni. E invece fu guerra.

Ora l’Institute for the Study of War (ISW), think thank con sede a Washington, parla di “Fase Zero”, cioè la “fase di definizione delle condizioni informative e psicologiche” che la Russia implementa tramite una serie di azioni al fine di “prepararsi a una possibile guerra” con la Nato in futuro. Corrisponde a quella che alcuni osservatori chiamano “guerra ibrida”, cioè quella fase in cui non si sparano proiettili, ma si testano i nervi e il grado di risposta degli avversari, per esempio, inviando droni sugli aeroporti, ma non solo.

Secondo l’ISW, la Bielorussia ha aumentato la frequenza delle incursioni di “oggetti simili a palloni” nello spazio aereo della Polonia, tra fine gennaio e inizio febbraio. Non è chiaro se si tratti di una modalità di spionaggio. Per il think thank americano, la Russia “ha di fatto annesso” la Bielorussia e si serve di Minsk per incursioni nello spazio aereo dei Paesi Baltici. Una mossa che rientrerebbe in questa “Fase Zero”.

In una fase in cui la solidità della Nato traballa, anche a causa delle rivendicazioni di Donald Trump sulla Groenlandia, la Polonia può contare su una ferrea garanzia di sicurezza contro un’invasione di terra: la presenza di 10mila soldati statunitensi sul suo territorio. Una forza che Trump ha settembre ha detto di non essere intenzionato a ritirare. Un altro conto, invece, è la garanzia dell’ombrello nucleare americano, messo in discussione nei corridoi delle cancellerie europee viste le continue frizioni transatlantiche. Il ministro degli Esteri Polacco, Radoslaw Sikorski, ha tuttavia smentito la voce secondo la quale la Polonia sarebbe impegnata in discussioni per il dispiegamento di armi nucleari sul territorio polacco.

- Advertisement -spot_img

Altri articoli

- Advertisement -spot_img

Articoli recenti