“L’impresa è una comunità e non solo una macchina di profitto”: per Alessandro Fiorentino, che pure aveva un passato da imprenditore, un breve pensiero assume i contorni di una rivelazione: dieci anni e 500 eventi dopo, il Circolo delle Imprese, frutto immediato di quella rivelazione e dell’amicizia operativa con Massimiliano Salini, all’epoca presidente della Provincia di Cremona con già un piede al Parlamento Europeo, è al centro di un panel alla convention di Rete Popolare a Novarello, dal titolo “Ricominciare dalla Politica”. Il Circolo delle Imprese è la realizzazione pratica dell’intuizione per cui collaborazione strutturata tra il mondo imprenditoriale e le istituzioni politiche possa generare valore reciproco. Attraverso il caso di studio del “Circolo delle Imprese”, si dimostra un metodo efficace per tradurre le esigenze del tessuto produttivo in azioni politiche concrete e per promuovere la dimensione sociale dell’attività d’impresa.
“L’anelito di libertà dell’individuo – spiega Fiorentino, presidente del Circolo, nel dialogo proprio con Massimiliano Salini -, si compie nel desiderio di costruire, e l’impresa rappresenta una delle prime espressioni di questa capacità giunta a compimento. Sebbene il profitto sia elemento determinante e indispensabile strumento di valutazione—la sua assenza indica che qualcosa non funziona—non può essere considerato l’unico scopo dell’attività imprenditoriale. L’esperienza di aziende che hanno attraversato e superato lunghi periodi senza profitti dimostra che il fine ultimo è la costruzione di una comunità, che a sua volta può diventare il primo dei servizi pubblici, specialmente quando opera in un sistema liberale con adeguati meccanismi di controllo”.
La nascita del Circolo
L’alleanza operativa con Salini, che già nella sua esperienza come Presidente della Provincia di Cremona aveva avvertito l’esigenza di un legame profondo con il tessuto produttivo, vedendo nelle imprese non solo un motore economico ma anche una fonte di “coscienza culturale” per interpretare il rapporto tra cittadini e istituzioni, stimola dunque il desiderio di Fiorentino di essere di aiuto all’amico nella sua iniziativa politica: proprio nel 2014, in occasione della candidatura di Salini alle elezioni europee, Fiorentino si è offerto di mettere in azione il suo desiderio di un rapporto consolidato con il mondo imprenditoriale, dando vita a un progetto organizzato e duraturo per creare un ponte stabile tra la realtà industriale e l’azione politica.
Il Circolo in Fabbrica e la costruzione di reti
“Il “Circolo in fabbrica alla scoperta della manifattura italiana” – spiega Fiorentino durante il panel – è l’iniziativa operativa che traduce questa visione in realtà. Il suo metodo si basa sull’organizzazione di ben 60 eventi annuali, caratterizzati dall’essere itineranti e dal coinvolgere un’ampia varietà di settori industriali. L’obiettivo primario non è l’evento fine a se stesso, ma la creazione di un valore permanente per i partecipanti, mettendo al centro la figura dell’imprenditore, promuovendo il networking per generare concrete opportunità di business tra le aziende e offrendo sostegno a giovani con idee innovative. L’approccio enfatizza come il vero impatto sociale di un’impresa risieda nella sua capacità di generare lavoro e indotto, un aspetto che viene enfatizzato attraverso una rete costruita con costanza e impegno”.
Un esempio concreto di sinergia: la normativa sul packaging
Un caso emblematico del successo del metodo del Circolo è rappresentato dal lavoro svolto durante la revisione del regolamento UE sugli imballaggi. Trovandosi a gestire come relatore un dossier tecnicamente complesso senza avere competenze ingegneristiche specifiche, Salini ha manifestato il bisogno di un supporto qualificato per la stesura degli emendamenti. Il Circolo ha risposto prontamente, mobilitando la sua rete e organizzando incontri con circa 80 imprese del settore packaging, includendo grandi player, medie e piccole realtà.
“Questo processo – spiega Fiorentino – ha permesso di raccogliere un vasto catalogo di esigenze, dati e istanze concrete, che altrimenti sarebbero rimaste inascoltate a favore delle lobby più strutturate. Ascoltare una pluralità di voci (carta, vetro, legno, riciclo, riuso) ha arricchito il negoziato, fornendo a Salini argomenti solidi e dati concreti per produrre una normativa più equilibrata e di qualità superiore”.
La Replicabilità del Modello e l’Appello all’Impegno Personale
Il modello del Circolo si sta dimostrando “contagioso” e replicabile, estendendosi ad altri ambiti come la rigenerazione urbana, la sanità (“Sanità e Talenti” con Marco Trivelli) e la digitalizzazione, anche in collaborazione con altre associazioni come ALIS.
“La nostra scelta consapevole – conclude Fiorentino – è quella di collaborare con interlocutori politici specifici e competenti, rifiutando una neutralità vuota che non porta a risultati concreti. Una proposta chiara, anche se di parte, tutela la libertà più del vuoto, perché stimola una scelta. Il vero valore del Circolo, dove nessuno guadagna ma tutti si arricchiscono di relazioni e opportunità, si rispecchia nell’attività politica, nella quale la dedizione di tempo e fatica è la chiave per la crescita collettiva e per la costruzione di quella “politica sana” di cui c’è una grande necessità”.























