I colloqui in corso a Berlino per un accordo di pace in Ucraina sono negoziati seri. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, parlando con un media nazionale: tali colloqui “non sono mai stati condotti con tanta serietà come ora”, ha spiegato il capo della diplomazia tedesca. Kiev, però, deve fare i conti con la resistenza americana.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha incontrato a Berlino a inizio settimana l’inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, e proprio quest’ultimo ha parlato di “progressi significativi” dopo lo scambio con il presidente ucraino. Secondo alcune indiscrezioni di stampa, Kiev è pronta a mettere sul tavolo la rinuncia a entrare nella Nato, una questione che secondo il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, rappresenta uno “dei punti cardine” e che è quindi “oggetto di una discussione speciale”. Zelensky, tuttavia, ha proposto a Witkoff anche di congelare la linea del fronte così com’è, in modo da poter poi iniziare a negoziare un accordo di pace senza dover subire i massacranti bombardamenti russi.
Su questo tema la Russia fa opposizione perché mantiene l’iniziativa dell’offensiva militare, anche se avanza più lenta di una lumaca. Il problema è che Washington continua a sposare la linea massimalista di Putin. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, infatti, gli americani non sembrano disposti a fare compromessi sulla loro bozza dell’accordo di pace, un elemento che starebbe rendendo particolarmente difficili i colloqui in corso con gli ucraini a Berlino. Alcune fonti hanno spiegato al quotidiano statunitense che sarebbe in corso un “tira e molla” tra Witkoff e Zelensky, con il primo che spinge per una soluzione rapida e il secondo che invece vuole risolvere in maniera chiara sia il tema delle garanzie di sicurezza, sia quello della richiesta del ritiro ucraino dal Donbas.





