Periodicamente torna la paura che l’intelligenza artificiale e il suo innesto nella robotica faranno sparire gran parte dei lavori di oggi, creando un esercito di disoccupati. Ma c’è un aspetto che, seppur drammatico, sta avendo risvolti positivi: far fare la guerra ai robot con l’AI per risparmiare vite umane. È quello che sta, in parte, succedendo in Ucraina. Kiev, infatti, ormai ha sviluppato una vera industria dei droni, non solo aerei, ma anche navali e terrestri. Non si tratta solo di bombardare e colpire singoli target, ma anche di operazioni militari più complesse.
Questa settimana un’unità ucraina ha dichiarato all’Afp di aver messo a segno oltre 100 attacchi lungo la linea del fronte ricorrendo a robot terrestri. “Si tratta di assalti robotici combinati. In totale, ce ne sono già stati più di 100”, ha affermato una fonte interna alla compagnia NC-13, parte della 3° brigata d’Assalto ucraina. Si tratta di “operazioni di combattimento sistematiche”, spiega la fonte, che sottolinea come tali operazioni “includono l’eliminazione del personale nemico, nonché la distruzione di rifugi e posti di comando”. Di fatto, si tratta di mezzi che possono sostituire alcune azioni tipiche della fanteria, permettendo dunque di risparmiare le vite dei militari.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky martedì ha dichiarato che “per la prima volta è stata sconfitta e catturata una posizione russa utilizzando unicamente robot di terra e droni”, senza perdere alcun soldato. Kiev fa ampio uso dell’integrazione dell’AI in questi mezzi. L’intelligenza artificiale, per esempio viene usata per migliorare il processo decisionale sul campo, mentre molti robot hanno software che gli permettono di inseguire in maniera autonoma i bersagli anche se perdono il segnale GPS o il collegamento con l’operatore umano.
La drammatica situazione dell’invasione russa permette all’industria ucraina di testare sul campo droni e robot e questo comincia a interessare anche agli europei. Questa settimana Zelensky ha incontrato Giorgia Meloni a Roma: sul tavolo i diversi modi con cui rafforzare la cooperazione tra Ucraina e Italia in materia di difesa. In particolare, ha spiegato la premier, “l’Italia è molto interessata a sviluppare una produzione congiunta, soprattutto sulla materia dei droni, settore nel quale sappiamo bene che l’Ucraina in questi anni è diventata una nazione guida”.






