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venerdì, 4 Dicembre, 2020
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I tagli di tasse di Sala, tra narrazione e realtà.

Capiamoci, ogni taglio di tasse è sempre giusto, apprezzabile e da incoraggiare. Le aree di esenzione sono sempre apprezzabili. I poveri sono le fasce da aiutare. Eccetera. Però se hai promesso 100 e dai 70 non hai mantenuto l’impegno. Non è complesso, non è difficile e non è nemmeno, di per sé, un problema. Basta essere onesti. Il 2016 era un periodo molto diverso. E se hai promesso di azzerare fino a 28 mila euro di reddito Isee e ti fermi a 23 mila, ci sei andato vicino. Ma, almeno, dillo. Invece no, Milano è la città della narrazione che batte la realtà. Del sogno che fa volare. Della legge di gravità che non si applica.

Intanto i 180 euro di risparmi, bisogna ricordarlo, torneranno in parte a Palazzo Marino con l’aumento dei biglietti della metro, l’aumento dei parcheggi ed il certificato di idoneità statica delle case. Che altro non è se non un aumento mascherato dell’Imu. I maligni potrebbero anche dire che, visti gli aumenti e il numero spropositato di nuovi abbonamenti annuali ATM (+40%), Sala stia solo praticando uno sconto del 55% alla piccola borghesia. D’altronde quell’abbonamento, a prezzi invariati, non lo avrebbero comprato. Oppure che, in vista dei nuovi provvedimenti in materia di caldaie ed ambiente che non tarderanno ad arrivare, Sala abbia offerto un giro di vaselina per tutti.

Ma per farlo bisognerebbe essere proprio maliziosi. Cosa che i Sindacati non sono affatto. Infatti sono felicissimi, non hanno critiche e va tutto bene così.

Massimo Bonini, segretario generale della Cgil Milano: “Aggredire il tema delle disuguaglianze dal punto di vista del reddito è strategico”. Grande Massimo, aggrediamo le disuguaglianze cento euro alla volta e il paradiso dei proletari non mancherà di arrivare! (l’addizionale, peraltro, essendo una flat tax dovrebbe attirare l’ira funesta della CGIL).

Milano dà un segnale anche a livello nazionale”, ha sottolineato Danilo Margaritella, segretario generale Uil Milano e Lombardia, aggiungendo che l’accordo “è importante anche perché oggi sui temi di equità fiscale, taglio del cuneo e nuovo assetto delle aliquote Irpef incontriamo il ministro Gualtieri”. Dopo averlo incontrato il risultato sono stati altri 240 euro all’anno con tutti i problemi che gli 80 euro di Renzi si portano dietro. Ottimo risultato anche per la Uil, le disuguaglianze hanno le ore contate!

Il taglio interessa “oltre 45 mila persone. L’accordo – ha aggiunto Carlo Gerla della Cisl – mette in evidenza il modello Milano sulle relazioni sindacali”. Questo è indubbiamente vero.

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