Da Paese alla disperata ricerca di munizioni a esportatore di armi: quattro anni di guerra estenuante contro l’aggressore russo hanno trasformato l’Ucraina, compresa la sua industria bellica, e ora Kiev è pronta a cambiare passo. Sia chiaro: l’Ucraina ha ancora bisogno dei missili per la difesa aerea di fattura americana così come di aiuti finanziari per sostenere un bilancio disastrato dalle esigenze di guerra. Tuttavia, secondo quanto riporta Rai News, il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che la competenza acquisita dagli ucraini “in materia di sicurezza e le nostre armi, collaudate nella guerra moderna, sono di interesse per tutti i partner in grado di garantire un reale livello di protezione per il proprio Stato e per la vita dei propri cittadini”.
Con il fronte sostanzialmente fermo, quello tra Mosca e Kiev è diventato uno scontro fatto principalmente di droni ed è proprio su questo frangente che puntano gli ucraini. Zelensky, infatti, vuole avviare una speciale cooperazione con i propri partner secondo un formato denominato “drone deals” incentrato sulla produzione e fornitura di armi. Il presidente ucraino ha affermato che “in Ucraina la capacità produttiva in eccesso per alcune tipologie di armi raggiunge il 50%, e questo è il risultato diretto dei nostri investimenti dello Stato nell’industria della difesa ucraina e della nostra cooperazione con i partner”.
Ovviamente ci sono vincoli e rischi di questa strategia. Per quanto riguarda i vincoli, Kiev ha chiarito che esporterà solo le armi in eccedenza rispetto alle esigenze interne, mentre sul fronte dei rischi gli ucraini staranno attenti a evitare che la tecnologia bellica ucraina finisca nelle mani di Paesi nemici.






