Nuovo impulso alle politiche per l’occupazione arriva con il decreto lavoro approvato in Consiglio dei ministri, che introduce un pacchetto di incentivi rivolti in particolare a giovani, donne e lavoratori nelle aree Zes, oltre a prevedere un sostegno specifico per la trasformazione dei contratti a tempo determinato in rapporti stabili. Le misure saranno valide per le assunzioni effettuate fino alla fine dell’anno e segnano un’evoluzione rispetto ai precedenti strumenti in scadenza a fine aprile, ampliando la platea dei beneficiari anche ai disoccupati di lungo periodo e a chi è inattivo da almeno 24 mesi.
Condizione centrale per accedere agli incentivi è la creazione di nuova occupazione netta, oltre all’applicazione di contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale. L’obiettivo è duplice: da un lato favorire l’ingresso o il rientro nel mercato del lavoro delle fasce più fragili, dall’altro sostenere forme contrattuali più stabili, contrastando la precarietà.
Le risorse complessive messe in campo ammontano a 934 milioni di euro, includendo anche gli interventi per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Di questi, quasi 500 milioni – per la precisione 497,5 – sono destinati agli incentivi per l’occupazione giovanile, con una stima di oltre 52mila nuove assunzioni secondo la relazione tecnica.
Nel dettaglio, per l’assunzione a tempo indeterminato di donne considerate svantaggiate è previsto un esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un massimo di 24 mesi, fino a 650 euro al mese, soglia che sale a 800 euro per le lavoratrici residenti nelle regioni comprese nelle Zes. Per gli under 35 l’incentivo arriva fino a 500 euro mensili, che diventano 650 nelle regioni del Mezzogiorno e in alcune aree del Centro, tra cui Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria. Per le altre assunzioni effettuate nelle aree Zes è previsto un esonero contributivo fino a 650 euro mensili.
Il pacchetto si inserisce in un quadro più ampio di politiche attive che puntano a rafforzare l’occupazione stabile, cercando di incidere non solo sul numero dei posti di lavoro ma anche sulla loro qualità, in un contesto ancora segnato da squilibri territoriali e difficoltà di accesso per alcune categorie di lavoratori.
Gloria Giovanditti
Lavoro, al via nuovi bonus per giovani, donne e aree Zes






