Nel confronto sempre più serrato tra politica climatica e competitività industriale europea, si apre un passaggio importante per le imprese. Il Parlamento europeo avvia infatti la revisione di due strumenti destinati a incidere direttamente sulle filiere manifatturiere del continente: il Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alla Frontiera (CBAM) e il nuovo Fondo temporaneo per la decarbonizzazione. In questo processo assume un ruolo centrale l’eurodeputato Massimiliano Salini, vicepresidente del gruppo European People’s Party, nominato relatore per la commissione Committee on Industry, Research and Energy (ITRE) sui pareri relativi ai due regolamenti. Una posizione che gli consente di contribuire alla definizione dell’equilibrio tra transizione ecologica e tutela della competitività industriale europea.
Il dossier riguarda innanzitutto la revisione del Carbon Border Adjustment Mechanism, entrato in vigore nell’ottobre 2023 come parte della strategia europea per contrastare la cosiddetta “carbon leakage”, cioè la rilocalizzazione delle emissioni verso Paesi con regole ambientali meno stringenti. La proposta della Commissione europea punta ora ad ampliare il campo di applicazione del meccanismo ai prodotti a valle più esposti, in particolare quelli ad alto contenuto di acciaio e alluminio, rafforzando al tempo stesso i sistemi di tracciamento delle emissioni e le misure anti-elusione. “In un contesto in cui l’acciaio e l’alluminio sono materiali strategici per il futuro industriale europeo, è fondamentale evitare che la nostra politica climatica diventi un ostacolo alla competitività delle imprese,” sottolinea Salini.
Parallelamente è in discussione anche l’istituzione del Temporary Decarbonisation Fund, un fondo temporaneo pensato per accompagnare i settori più energivori – tra cui acciaio, alluminio e fertilizzanti – nella fase di transizione legata alla progressiva eliminazione delle quote gratuite del sistema EU Emissions Trading System (ETS). “Il fondo rappresenta un primo segnale di attenzione verso le esportazioni europee penalizzate dal nuovo quadro ETS-CBAM,” osserva Salini. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il sostegno all’industria europea e consolidare una politica climatica capace di coniugare decarbonizzazione e competitività. “La transizione ecologica non deve trasformarsi in una delocalizzazione industriale,” conclude. “È nostro dovere costruire un quadro normativo che difenda lavoro, innovazione e leadership industriale europee.”





