Il mercato del lavoro italiano apre il 2026 con segnali incoraggianti. Secondo le stime provvisorie diffuse dall’Istat, a gennaio il tasso di disoccupazione scende al 5,1%, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto a dicembre e al livello più basso dall’inizio delle serie storiche avviate nel 2004. In diminuzione anche la disoccupazione giovanile, che si attesta al 18,9%, con un calo di 1,9 punti.
Sul fronte dell’occupazione si registra un lieve miglioramento: il tasso di occupazione sale al 62,6%, con un incremento di 0,2 punti percentuali su base mensile. Cresce leggermente anche il tasso di inattività, che raggiunge il 33,9% (+0,1 punti).
A gennaio si riduce in modo significativo anche il numero delle persone in cerca di lavoro: sono 99mila in meno rispetto a dicembre, pari a un calo del 7,1%. La diminuzione riguarda uomini e donne e tutte le fasce d’età. Ancora più marcato il confronto su base annua, con 384mila disoccupati in meno rispetto allo stesso mese del 2025 (-22,7%).
Diversa la dinamica degli inattivi. Su base mensile il loro numero cresce di 35mila unità (+0,3%), risultato dell’aumento registrato tra le donne e della diminuzione tra gli uomini. L’inattività aumenta tra i giovani tra i 15 e i 24 anni, diminuisce tra i 25 e i 49 anni e rimane sostanzialmente stabile tra gli over 50. Su base annua, invece, il numero complessivo degli inattivi cresce di 322mila unità (+2,6%).
Andrea Valsecchi





