Basta una voce sui dazi per cambiare l’umore del mercato. L’alluminio interrompe la corsa di inizio 2026 e torna a muoversi con volatilità, mentre gli operatori ricalibrano le aspettative sulle politiche commerciali statunitensi. Sul London Metal Exchange il contratto a tre mesi ha perso fino al 2,7% in seduta, per poi ridurre le perdite allo 0,9% e chiudere a 3.074 dollari per tonnellata, il livello più basso dal 6 febbraio. Solo il giorno precedente aveva toccato un massimo di quasi due settimane, sostenuto da timori sull’offerta.
A incidere è stata l’indiscrezione, riportata dal Financial Times, secondo cui l’amministrazione Trump starebbe valutando un allentamento parziale dei dazi su acciaio e alluminio introdotti nel giugno 2025, quando le tariffe erano state portate fino al 50%. Secondo gli analisti, l’impatto più rilevante finora ha riguardato l’alluminio primario. Il premio pagato dagli acquirenti statunitensi per il metallo fisico rispetto al prezzo LME è sceso del 6,8%, attestandosi a 93 centesimi per libbra. Una riduzione limitata ai prodotti derivati non avrebbe effetti significativi sulle quotazioni internazionali, mentre un eventuale intervento sull’alluminio primario potrebbe generare una pressione ribassista più ampia. Il movimento si inserisce in una fase di prese di profitto e di clima “risk-off” che sta ridimensionando il rally delle prime settimane dell’anno.
Il quadro è appesantito anche dal rallentamento della domanda cinese in vista della chiusura della Shanghai Futures Exchange dal 15 al 24 febbraio per il Capodanno lunare. Sul fronte del rame, il contratto LME si è attestato a 12.883 dollari per tonnellata dopo aver toccato un minimo di una settimana, allontanandosi dal record storico di 14.527,50 dollari registrato il 29 gennaio. Le scorte complessive sui tre principali mercati mondiali hanno superato 1 milione di tonnellate, un livello che non si vedeva da oltre vent’anni. In calo anche gli altri metalli industriali: lo zinco ha perso l’1% a 3.339 dollari, il nichel il 2,5% a 17.000 dollari, il piombo lo 0,6% a 1.966 dollari e lo stagno il 5% a 47.200 dollari per tonnellata.





