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lunedì 2 Marzo, 2026
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Rifiuti in aumento, ma aumenta anche la quota riciclo

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L’Italia chiude il 2024 con quasi 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, un dato in crescita del 2,3% che riflette l’aumento di Pil e consumi. Nelle principali città sopra i 200 mila abitanti la produzione sale dell’1,8%, segnale di una domanda di servizi urbani più intensa e di un sistema che deve gestire maggiori volumi a parità di infrastrutture. Il Rapporto Rifiuti 2025 di Ispra fotografa un settore che continua a muoversi insieme all’economia e che obbliga amministrazioni e imprese della filiera a lavorare su efficienza, capacità di trattamento e controllo dei costi.

La raccolta differenziata prosegue il suo avanzamento e raggiunge il 67,7% a livello nazionale, con il Nord che supera il 74% e regioni come Emilia-Romagna e Veneto vicine all’80%. Più del 72% dei comuni ha superato la soglia del 65% e l’89,7% intercetta almeno metà dei propri rifiuti in modo differenziato. Tra le grandi città si distinguono Bologna (72,8%) e Milano (63,3%), mentre Roma, Napoli e Bari restano più distanti. Sul fronte impiantistico, i siti operativi nel 2024 sono 625: oltre la metà dedicati al trattamento dell’organico, che complessivamente raggiunge 7,2 milioni di tonnellate, in aumento del 3,9%. Una crescita che conferma il ruolo centrale dell’infrastruttura biologica per stabilizzare il sistema.

Il riciclo sale al 52,3% e supera l’obiettivo europeo del 50%, ma per raggiungere il target del 55% entro il 2025 serve ancora un incremento di 2,7 punti. Lo smaltimento in discarica scende al 14,8%, pari a 4,4 milioni di tonnellate, mentre l’export raggiunge il 4,3% della produzione complessiva, con Campania, Lazio e Lombardia ai primi posti per volumi inviati all’estero. Intanto i costi aumentano: la gestione dei rifiuti pesa 214,4 euro pro capite (+17,4 euro in un anno), con un divario netto tra territori—256,6 euro al Centro, 229,2 al Sud e 187,2 al Nord. Venezia, Cagliari e Firenze sono le città più costose. Una dinamica che rimette al centro la necessità di investimenti, tecnologie e modelli organizzativi in grado di sostenere un sistema nazionale in crescita costante.

 

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