Le dimissioni di Giancarlo Tancredi hanno aperto un vuoto pesante nella giunta Sala, proprio sul terreno più complesso e controverso: l’urbanistica. La scelta del Sindaco è stata di affidare la delega alla Vicesindaco, che già deteneva quella all’educazione e food policy. Una soluzione rapida, ma che solleva più domande di quante ne risolva.
L’educazione e l’urbanistica sono due mondi diversi, con tempi e logiche inconciliabili. L’educazione vive di quotidianità: iscrizioni, mense, trasporti, inclusione, il dialogo continuo con famiglie e dirigenti scolastici. L’urbanistica è invece la delega delle grandi strategie: piani regolatori, rigenerazioni urbane, investimenti decennali. Mettere insieme i due dossier non è segno di visione, ma di emergenza. E soprattutto rivela una gerarchia implicita, se l’urbanistica è la priorità assoluta, l’educazione diventa inevitabilmente la parte sacrificata.
A complicare il quadro, arriva l’idea del Sindaco Sala di affiancare alla gestione dell’urbanistica il “comitato legalità”, quasi a voler compensare la mancanza di una guida politica forte con un organismo di garanzia. Ma se serve un comitato per sorvegliare l’urbanistica, significa che la delega è talmente delicata e complessa da meritare energie e attenzioni esclusive. Allora perché affidarla a chi già si occupa di un settore altrettanto cruciale come l’educazione?
La giunta Sala sembra aver scelto la via del rattoppo, invece di affrontare con chiarezza la questione. Il messaggio che passa è che l’educazione, anche in una città come Milano, può essere gestita “a lato”, come una delega comprimibile. È questa la parte più preoccupante, una città che cresce e si trasforma non può permettersi di considerare scuola e formazione un tema secondario.
La gestione contemporanea di educazione e urbanistica non è solo un problema organizzativo, ma un chiaro segnale politico. Affidare due deleghe così delicate a una sola figura, mentre si ricorre a un comitato per “sorvegliare” l’urbanistica, mostra che le priorità della giunta sono sbilanciate.
A mio avviso Milano, le scuole e la formazione non possono essere considerate un tema secondario accanto ai grandi dossier edilizi.
Il modo in cui si gestiscono queste deleghe dice molto di più delle dichiarazioni ufficiali sulle priorità della città. Senza una guida dedicata per ciascun settore, il rischio è che le emergenze urbanistiche assorbano tutte le energie, lasciando l’educazione in secondo piano, con conseguenze concrete per studenti, famiglie e insegnanti.
Deborah Giovanati





