Se pensavate che la crisi colpisse solo il caffè o le nocciole, preparatevi: ora tocca al burro. In Francia alcuni produttori avvisano che non riusciranno a soddisfare tutte le richieste nei prossimi mesi. In Italia le imprese del settore parlano di aumenti così rapidi da superare i sette euro al chilo. Ma perché stiamo finendo il burro, quanto ci costerà questa carenza e cosa rischia davvero l’industria alimentare europea?
Perché il burro sta finendo?
Negli ultimi anni la produzione europea di latte è diminuita per effetto dei costi elevati di gestione e della scelta di molti allevatori di concentrarsi su prodotti più remunerativi come i formaggi. A questo si aggiungono problemi sanitari che colpiscono le mandrie, come la Blue Tongue e la dermatite nodulare contagiosa, recentemente segnalata in oltre 900 animali tra Sardegna e Lombardia. Risultato: scorte di burro sempre più basse, proprio mentre la domanda mondiale continua a crescere.
Quanto costa oggi il burro?
Secondo l’ultimo indice Fao aggiornato a giugno, il prezzo del burro ha raggiunto un nuovo record storico, in crescita dello 0,5% rispetto al mese precedente. In Francia, il maggiore produttore europeo, si è arrivati a importare oltre due terzi del fabbisogno nazionale per far fronte alla carenza interna. In Italia le quotazioni all’ingrosso sono salite in pochi mesi da 4,50 a oltre 7 euro al chilo, con i produttori che faticano a trasferire questi rincari sui prezzi finali senza danneggiare le vendite.
Cosa rischia l’industria alimentare europea?
L’aumento della domanda di burro in Asia, in particolare in Cina (+6% in un anno), a Taiwan (+4%) e in India (+3%), sta mettendo sotto pressione un mercato già debole. Gli operatori prevedono che nei prossimi mesi i prezzi continueranno a salire e sarà difficile garantire forniture regolari, soprattutto per i grandi marchi della pasticceria, della panificazione industriale e dei prodotti da forno. La preoccupazione principale riguarda l’autunno, periodo in cui la richiesta aumenta e la materia prima potrebbe scarseggiare ulteriormente.





