back to top
martedì 3 Marzo, 2026
Sign In
spot_img
spot_img

Taiwan, il presidente avverte: se la Cina ci annetterà, non si fermerà. Taipei punta a rafforzare collaborazione con Ue nella difesa

spot_img

I più letti

Groenlandia, Ucraina, Nato: se la più grande democrazia al mondo si comporta con protervia nei confronti delle altre democrazie e perfino nei confronti dei suoi alleati, i veri autoritarismi rischiano di seguire a ruota. Vladimir Putin ha deciso di invadere l’Ucraina ben prima del ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, ma il tycoon di New York continua a mostrare una certa compiacenza verso gli uomini forti e verso l’uso della forza, di fatto avallando l’idea ottocentesca delle sfere di influenza delle grandi potenze. Pechino osserva e studia, ma si teme che prima o poi passerà all’azione.

I timori, ovviamente, riguardano Taiwan, da sempre considerata un affare interno da parte di Pechino, che non tollera alcuna interferenza o commento sulla questione. Questa settimana il presidente taiwanese, Lai Ching-te, ha detto a France Press che, se l’ex Isola di Formosa “venisse annessa dalla Cina, le ambizioni espansionistiche della Cina non si fermerebbero lì”.

Lai Ching-te lascia da parte le accortezze tipiche del linguaggio diplomatico e parla in maniera diretta: “I prossimi Paesi minacciati sarebbero il Giappone, le Filippine e altri nella regione indo-pacifica, con ripercussioni che si farebbero sentire fino alle Americhe e all’Europa”, ha spiegato il leader taiwanese. È un po’ quello che temono gli europei con Putin, cioè che, dopo l’Ucraina, l’autocrate del Cremlino punti a saziare l’appetito imperialistico puntando su qualche Paese Baltico o addirittura sulla Polonia, territori che sono rimasti sotto il gioco comunista sovietico per tutta la Guerra Fredda.

Il governo di Taipei è ben consapevole che prima o poi Xi Jinping cercherà di mantenere la promessa di una “riunificazione” forzata dell’isola con la Cina continentale, motivo per cui ha deciso di assegnare 40 miliardi di euro al bilancio della difesa. Taiwan compra miliardi di dollari di armi sofisticate dagli Stati Uniti, ma, parlando con France Press, Lai Ching-te ha dichiarato che vuole “rafforzare” la cooperazione con l’Europa nell’industria della difesa, arrivando a elogiare “gli sforzi degli europei per difendere i valori universali e il loro sostegno alla resistenza dell’Ucraina di fronte all’invasione russa”.

- Advertisement -spot_img

Altri articoli

- Advertisement -spot_img

Articoli recenti