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martedì 14 Aprile, 2026
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Il lungo inverno demografico della Lombardia

Assonidi avverte: entro il 2036 a rischio il 40% dei nidi e metà delle scuole lombarde. La soluzione? Politiche strutturali e coordinate a sostegno di natalità, genitorialità e della sostenibilità economica dei servizi educativi e scolastici.

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Il crollo strutturale delle nascite in Lombardia non è ormai soltanto un indicatore demografico negativo, ma una vera e propria emergenza sociale, educativa e infrastrutturale destinata a produrre effetti profondi sull’intero sistema regionale nel prossimo decennio. A lanciare l’allarme è Assonidi guardando ai dati Istat regionali sui nuovi nati che confermano una tendenza ormai sempre più negativa.

Nel 2024 la Lombardia ha segnato il record peggiore degli ultimi 25 anni con un crollo del 34,5% delle nascite rispetto al picco del 2009. In quell’anno nacquero 98.792 bambini contro i 64.711 del 2025, un saldo ampiamente negativo che si riverbera direttamente sulla domanda di servizi educativi 0-6 e sull’intera rete scolastica.

Secondo il Centro Studi di Assonidi, se l’attuale tendenza demografica non verrà invertita, entro il 2036 fino al 40% dei servizi educativi per la prima infanzia rischierà la chiusura per la progressiva assenza di bambini. Un allarme già evidente in alcune province, come Pavia, dove il tasso di natalità ha toccato il minimo storico di 6 nati per mille abitanti.

Uno scenario preoccupante che non riguarda, però, soltanto i servizi 0-3. Nello stesso orizzonte temporale, una quota significativa delle scuole di ogni ordine e grado – in particolare i plessi realizzati tra gli anni Sessanta e Settanta per rispondere al baby boom – rischia di essere progressivamente dismessa o fortemente ridimensionata. Secondo le stime dell’Associazione, fino alla metà delle strutture scolastiche lombarde potrebbe risultare sovradimensionata rispetto alla popolazione studentesca reale, trasformandosi in vere e proprie “cattedrali nel deserto”.

La possibile chiusura di una parte rilevante dei servizi educativi e scolastici, dovuta alla mancanza di bambini e studenti, rischia di avere un impatto molto pesante sulla tenuta sociale, economica e territoriale della regione. Per questa ragione Assonidi Confcommercio richiama le istituzioni nazionali, regionali e locali ad una urgente presa di coscienza: “Senza politiche strutturali e coordinate a sostegno della natalità, della genitorialità e della sostenibilità economica dei servizi educativi e scolastici, il rischio concreto è una progressiva desertificazione educativa e sociale – avverte l’Associazione -. Il tempo delle analisi è finito, ora servono scelte coraggiose, di lungo periodo e fondate sui dati”.

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