La Commissione europea prepara un nuovo intervento per sostenere il settore automobilistico nella transizione ecologica, puntando questa volta sulle city car elettriche. Nella bozza del pacchetto “omnibus” per l’automotive, che sarà presentata ufficialmente domani a Bruxelles, compare infatti l’ipotesi di introdurre un meccanismo di incentivazione sotto forma di “supercredito” sulle emissioni di CO₂.
In concreto, la misura consentirebbe ai costruttori di attribuire un peso maggiore alle mini auto elettriche nel calcolo medio delle emissioni del proprio parco veicoli. Il contributo di questi modelli, particolarmente efficienti dal punto di vista ambientale, verrebbe quindi “sovrastimato” ai fini del rispetto degli obiettivi climatici fissati dall’Unione europea. Un modo, nelle intenzioni della Commissione, per rendere più conveniente investire e puntare su veicoli elettrici di piccole dimensioni, oggi penalizzati da margini ridotti e da una concorrenza sempre più aggressiva, soprattutto asiatica.
Il supercredito rappresenta dunque una leva regolatoria pensata per orientare le scelte industriali: favorire volumi più elevati di city car elettriche permetterebbe ai costruttori di abbassare più facilmente la media delle emissioni complessive, riducendo il rischio di sanzioni e alleggerendo la pressione sui segmenti più difficili da decarbonizzare. Allo stesso tempo, Bruxelles mira a rafforzare un’offerta di mobilità elettrica più accessibile, in linea con le esigenze urbane e con il potere d’acquisto di una parte ampia dei consumatori europei.
La proposta si inserisce in un contesto di crescente tensione tra ambizioni climatiche e sostenibilità industriale. Da mesi diversi governi, Italia in testa, chiedono correttivi al Green Deal per evitare effetti penalizzanti su una filiera strategica come quella dell’auto. Il supercredito sulle mini elettriche va letto proprio in questa chiave: non un passo indietro sugli obiettivi ambientali, ma un tentativo di rendere la transizione più graduale e compatibile con la realtà produttiva europea.
Se confermata nella versione finale del pacchetto automotive, la misura potrebbe diventare uno degli strumenti chiave per ridisegnare le strategie dei costruttori nei prossimi anni, spostando l’attenzione verso modelli più piccoli, meno costosi e a zero emissioni, senza rinunciare alla competitività sul mercato globale.
Gloria Giovanditti
Emissioni CO₂, l’Ue punta sulle city car elettriche: supercredito per aiutare i costruttori





