Sembra che in Ucraina la pace sia davvero vicina: è quanto emerge dal recente round di colloqui a Berlino al quale, ricordiamo, non ha partecipato Mosca. Secondo Donald Trump, “siamo più vicini che mai” alla fine al conflitto; per Zelensky “siamo nel mezzo dei negoziati di pace più intensi e mirati dall’inizio di questa guerra”; il viceministro degli Esteri russo, Sergej Rybakov, ha detto ad Abc News che i russi sono “pronti a raggiungere un accordo”. Secondo alcuni funzionari statunitensi, “letteralmente il 90%” delle questioni tra Kiev e Mosca è stato risolto. Il problema, però, è il restante 10%.
Dai colloqui di Berlino è emersa la possibilità per l’Ucraina di aderire all’Ue, di mantenere un esercito da 800mila soldati e di poter beneficiare di una “forza multinazionale” a guida europea con contributi di nazionali facenti parte della cosiddetta “Coalizione dei volenterosi”. Una forza che sarà supportata da Washington: gli americani dovrebbero essere responsabili del meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco. Cosa succederebbe, però, se Putin decidesse di invadere per la terza volta l’Ucraina in futuro? Qui entrano in gioco le garanzie di sicurezza: i negoziati tedeschi hanno partorito qualcosa di simile all’art. 5 della Nato, con Usa e Ue che si vincolano “ad adottare misure per ripristinare la pace e la sicurezza nel caso di un futuro attacco armato”, come riporta Europa Today, misure tra cui è inclusa “la forza armata”.
Cosa manca per raggiungere la pace, dunque? Manca l’intesa sulle pretese territoriali di Putin. “L’Ucraina non riconoscerà il Donbas come territorio russo, né de jure né de facto”, ha spiegato Volodymyr Zelensky. Le discussioni, però, vanno avanti, con gli americani che “vogliono trovare un compromesso e offrono una zona economica libera, che non significa sotto la guida della Federazione Russa”, ha spiegato il presidente ucraino. Mosca, tuttavia, non sembra rinunciare alle sue pretese massimaliste, nonostante non sia riuscita a conquistare l’intero Donbas. “Non sottoscriveremo, accetteremo o saremo nemmeno soddisfatti di alcuna presenza di truppe Nato sul territorio ucraino”, ha spiegato Ryabkov ad Abc News, aggiungendo che su Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia, Kherson e Crimea “non possiamo assolutamente scendere a compromessi”.





