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Acciaio: i prezzi ritracciano, ma il mercato è tonico

Dopo un’impennata improvvisa, le quotazioni di prodotti e materie prime stanno lievemente calando, ma si prevede resteranno sostenute.

Se ne è parlato nel webinar “Mercato & Dintorni”, organizzato da siderweb

Gozzi (Duferco Italia Holding): «Violento ritorno della finanza nelle materie prime»

Flero (Brescia), 2 febbraio 2021 – Dopo gli improvvisi e violenti aumenti dei prezzi di materie prime e prodotti siderurgici che si sono registrati da maggio 2020 e per quasi tutto gennaio, si sta ora assistendo a un ritracciamento delle quotazioni. Nonostante le contrazioni di prezzo, tuttavia, sembra destinata a proseguire la fase di quotazioni molto sostenute, con un mercato tonico nel 2021.

Se ne è parlato nel webinar “Mercato & Dintorni”, organizzato da siderweb – La community dell’acciaio, che si è tenuto questa mattina.

FOCUS SUI PRODOTTI LUNGHI – Stefano Ferrari, responsabile dell’Ufficio Studi siderweb, ha presentato un approfondimento sul settore nazionale dei prodotti lunghi (travi e rotaie, laminati mercantili, tondo per cemento armato, vergella). Tra il 2010 e il 2019 «la produzione italiana di lunghi ha avuto un’evoluzione nettamente migliore rispetto alla totalità del settore siderurgico nazionale, tornando nel 2018 e 2019 al di sopra del livello del 2010. I prodotti piani, invece, devono recuperare ancora un 10%».

Quanto al consumo apparente (la domanda di acciaio che include il ciclo delle scorte), «il comparto ha subito un deciso calo, che ha raggiunto il suo culmine nel triennio 2014-2019, quando i volumi erano inferiori di circa il 20% a quelli del 2010. Nel triennio 2017-2019, invece, è avvenuto un recupero, che ha permesso al settore di tornare a circa il -10/15% rispetto al 2010». La perdita di volumi è stata notevole: nel 2019 il mercato italiano ha assorbito 1,3 milioni di tonnellate in meno rispetto al 2010.

La produzione si è quindi riversata sul commercio estero: dal 2016 in poi, il comparto è strutturalmente esportatore netto di oltre 2 milioni di tonnellate l’anno.

Secondo l’analisi di Ferrari, la vergella è nella posizione migliore, con un mercato interno che sale e un aumento delle esportazioni. I laminati mercantili appaiono i prodotti più consolidati. Per le travi il mercato interno è in recupero, ma la produzione nazionale è nettamente scesa dal 2010 a oggi. Il mercato del tondo appare quello più difficile, con un calo del consumo interno di quasi il 40%.

I PREZZI – Da inizio maggio 2020 si è registrato un balzo straordinario dei prezzi di tutte le materie prime (+55%), per via dell’indebolimento del dollaro e del boom della domanda cinese, che ha portato a una contrazione dell’offerta. È emerso dall’analisi presentata da Achille Fornasini, Partner & Chief Analyst di siderweb.
Tra le materie prime, tra maggio e dicembre 2020 il minerale di ferro ha guadagnato il 106%, ma «da inizio anno c’è stato un ridimensionamento del 5%» ha spiegato Fornasini. Il rottame italiano ha prima guadagnato il 67%, per poi perdere il 2,4%. «Mi aspetto la continuazione di questo aggiustamento dinamico di una fase rialzista squilibrata».

Un andamento simile è quello fatto registrare da billette, tondo per cemento armato e vergella da trafila e rete: dopo gli straordinari aumenti a doppia cifra nel giro di pochi mesi, anche questi prodotti sono entrati in un corridoio di lievi cali, seppur in una fase ancora rialzista delle quotazioni.

PAROLA AGLI OPERATORI – Questa dinamica dei prezzi dell’acciaio e delle sue materie prime è la conseguenza da un lato della «ripartenza a molla dell’economia cinese, che ormai copre oltre il 50% della domanda e del consumo di materie prime siderurgiche mondiali». Dall’altro, del «violento ritorno della finanziarizzazione delle materie prime, che ha portato questo aumento della volatilità. È un elemento su cui i siderurgici devono stare più cauti, perché è una delle incognite per il nostro settore». Lo ha detto Antonio Gozzi, presidente di Duferco Italia Holding.

Quanto alla domanda, quella di travi (il prodotto principale di Duferco in Italia) «negli ultimi mesi è stata consistente».

E su futuro dell’ex Ilva l’ex presidente di Federacciai ha espresso alcune preoccupazioni. «Nel giro di due anni tornerà a maggioranza pubblica. Chi la gestirà? Oggi non ci sono più professionalità siderurgiche nelle organizzazioni pubbliche. Questo ci preoccupa molto – ha detto -. La partita è così difficile che davvero occorrerebbero i più bravi del mondo per ripartire e rimediare ai danni fatti dopo l’allontanamento dei Riva, che ritengo vittime di una grave ingiustizia». Sul polo siderurgico di Piombino «sento pochissima convinzione sulle reali intenzioni di Sajjan Jindal. Forse, anche qui, ci si renderà conto che la presenza di operatori stranieri non è il modo migliore per superare situazioni difficili. È necessario partire da mercati e da produzioni che hanno un senso. Così ci saranno soggetti italiani disponibili a ragionare e impegnarsi».

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