Nel 2025 il settore delle energie rinnovabili in Italia ha registrato una battuta d’arresto dopo quattro anni di crescita continua. Le nuove installazioni si sono fermate a 6,2 gigawatt, con un calo dell’8,2% rispetto al 2024, segnalando un rallentamento che non riguarda tanto la tecnologia quanto il contesto normativo e amministrativo in cui operano imprese e investitori.
Tra le cause principali emerge l’instabilità delle regole e la complessità dei procedimenti autorizzativi, che continuano ad allungare i tempi di realizzazione degli impianti e a rendere meno prevedibili gli investimenti. In un settore caratterizzato da cicli progettuali lunghi, il susseguirsi di modifiche legislative ha finito per generare incertezza e rallentare lo sviluppo, proprio in una fase in cui la transizione energetica richiederebbe maggiore continuità e programmazione.
Il fotovoltaico resta il principale motore delle rinnovabili, anche se nel 2025 ha mostrato segnali di rallentamento, con una crescita concentrata soprattutto negli ultimi mesi dell’anno. Più contenuto il contributo dell’eolico, mentre l’idroelettrico ha risentito in modo significativo di condizioni climatiche sfavorevoli. Parallelamente, si è rafforzata la tendenza a investire nel potenziamento e nell’ammodernamento degli impianti esistenti, una strategia che consente di aumentare la produzione senza dover affrontare lunghi iter autorizzativi.
Nonostante la frenata delle nuove installazioni, le fonti rinnovabili continuano a rappresentare una componente centrale del sistema energetico nazionale. Nel 2025 hanno coperto il 41,1% della domanda elettrica, confermando il loro ruolo strategico per la sicurezza energetica e la riduzione della dipendenza dalle fonti fossili. Tuttavia, il prezzo dell’energia resta ancora fortemente influenzato dal gas, segno di una transizione non ancora completata.
Guardando al futuro, la sfida principale riguarda il raggiungimento degli obiettivi fissati al 2030. L’Italia dispone oggi di oltre 83 gigawatt di capacità rinnovabile installata, ma dovrà arrivare a circa 131 gigawatt nei prossimi anni. Un traguardo che richiede un deciso cambio di passo, fondato su regole più stabili, procedure più snelle e una visione di lungo periodo capace di sostenere investimenti e innovazione.
Andrea Valsecchi






