Un avvocato di 44 anni ha messo fine al lungo regno del 62enne Viktor Orbán, un regno durato ben 16 anni. Peter Magyar è l’uomo del momento in Europa: una carriera politica dentro il partito Fidesz di Orbán fin dagli inizi del millennio mentre era uno studente universitario, poi incarichi a Bruxelles, fino alla rottura con il suo partito nel 2023 e l’inizio di una campagna elettorale che la scorsa domenica lo ha portato a spodestare il patron della democrazia illiberale ungherese, conquistando circa il 54% dei voti. Oltre alle folle di cittadini ungheresi nelle piazze delle città, anche l’Europa tira un sospiro di sollievo e festeggia.
“In Ungheria ha vinto il centrodestra europeista, moderato e popolare”, ha scritto il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, su X. “Insieme facciamo avanzare un’Europa più sovrana, per la sicurezza del nostro continente”, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha invitato Budapest a unire “le nostre forze per un’Europa forte, sicura e soprattutto unita”. Per la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, l’Ungheria “ha scelto l’Europa”.
Magyar non è certo un progressista: ha promesso una dura linea anti-immigrazione, ma con il nuovo premier, l’Ungheria torna filoeuropeista e si distanza dalla Russia. Per Bruxelles, infatti, finisce un rompicapo che andava avanti da anni. Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, Orbán ha bloccato più volte le iniziative europee di sostegno all’Ucraina e contro Mosca. Secondo le rivelazioni degli ultimi mesi, inoltre, lo scorso ottobre Viktor Orbán avrebbe professato un’inusuale dichiarazione di lealtà verso Vladimir Putin. Il leader ungherese si sarebbe paragonato al “topo” che dentro all’Ue è al servizio del “leone” russo, con il suo ministro degli Esteri, Peter Szijjarto, che informava in tempo reale l’omologo russo, Sergej Lavrov, dell’andamento dei vertici europei; una vera e propria talpa, insomma.
Ora, tuttavia, ci si aspetta che l’Ue riesca a dare il via libera al mega pacchetto di sostegno da 90 miliardi di euro a Kiev, bloccato appunto da Orbán. Allo stesso tempo, Magyar si è impegnato in campagna elettorale a ripristinare lo stato di diritto, una mossa che permetterebbe a Bruxelles di sbloccare i miliardi di fondi europei finora congelati e destinati a Budapest. Volodymyr Zelensky è stato tra i primi a esultare per la vittoria di Magyar: “Congratulazioni per la vittoria schiacciante, è importante quando prevale un approccio costruttivo”, ha scritto su X il presidente ucraino.






