A marzo l’economia dell’Eurozona mostra segnali evidenti di rallentamento, interrompendo il trend di rafforzamento della domanda che aveva caratterizzato i mesi precedenti. L’indice S&P Global PMI della produzione composita scende a 50,7 punti dai 51,9 di febbraio, toccando il livello più basso degli ultimi nove mesi e avvicinandosi alla soglia che separa crescita e contrazione.
Dopo una fase di recupero iniziata la scorsa estate, la domanda torna a indebolirsi in modo diffuso nell’area euro. Il calo dei volumi di vendita appare strettamente legato alla riduzione degli ordini, in particolare nel settore dei servizi, che negli ultimi mesi aveva sostenuto la dinamica complessiva dell’attività economica. Proprio il terziario mostra ora segnali di affaticamento: l’indice relativo all’attività scende a 50,2 da 51,9, indicando una crescita ormai marginale.
Il rallentamento risulta ancora più marcato in Italia, dove il settore dei servizi torna in territorio negativo. L’indice PMI terziario cala a 48,8 punti dai 52,3 di febbraio, deludendo le attese degli economisti che stimavano un valore attorno a 51. Il dato riflette una contrazione della domanda sia interna sia estera, con ripercussioni sull’intero sistema produttivo. Anche l’indice composito scende sotto la soglia di espansione, attestandosi a 49,2 da 52,1, segnalando il peggior calo dell’attività economica in oltre un anno.
In Germania il quadro appare più stabile ma comunque in deterioramento. L’indice PMI dei servizi si attesta a 50,9, in diminuzione rispetto al 53,5 del mese precedente, mentre l’indice composito scende a 51,9 da 53,2, segnando il livello più basso degli ultimi tre mesi. Anche in questo caso il rallentamento è attribuibile interamente al comparto dei servizi, che mostra una perdita di slancio dopo mesi di crescita.
Sul fronte dei costi, le imprese continuano a fare i conti con pressioni legate in parte alle tensioni geopolitiche, in particolare al conflitto in Medio Oriente. Tuttavia, tali aumenti risultano in larga misura assorbiti dalle aziende, come dimostra il rallentamento della crescita dei prezzi praticati, che registrano l’incremento più contenuto degli ultimi tre mesi.
Nel complesso, i dati di marzo delineano un quadro di crescita fragile per l’Eurozona, con il settore dei servizi – finora principale motore dell’espansione – che perde slancio e trascina verso il basso l’intera attività economica. Un segnale che potrebbe riflettersi sulle prospettive dei prossimi mesi, in un contesto già condizionato da incertezze globali e dinamiche della domanda ancora instabili.
Gloria Giovanditti
L’economia dell’Eurozona rallenta: servizi in affanno e PMI in calo






