L’Europa è un continente che invecchia, ma l’Italia invecchia di più: per il peso degli over 65enni, siamo il Paese più anziano tra i 27 Stati Membri dell’Ue. È questa la fotografia scattata dell’ultimo report dell’Istat sulla nostra situazione demografica nel 2025. È utile fare i conti con alcuni numeri. In Italia ci sono 14 milioni 821mila individui che hanno superato la soglia dei 65 anni: una cifra che corrisponde al 25,1% del totale e in crescita di oltre 240mila unità rispetto al 2024. Sono in crescita anche gli ulta-85enni che hanno raggiunto quota 2 milioni e 511mila (+101 mila), pari al 4,3% della popolazione, mentre gli ultracentenari sono 24mila e 700 (+2mila sull’anno precedente).
E i giovani? Le persone che hanno meno di 14 anni sono appena 6 milioni e 852mila, pari all’11,6% del totale e in calo di 168mila unità, mentre la cosiddetta popolazione in età attiva, cioè quella capace di partecipare al mercato del lavoro (15-64 anni), conta 37 milioni 270mila persone, pari al 63,2% del totale e anch’essa in diminuzione di 73mila unità su base annuale. Numeri che fanno il paio con il crollo delle nascite che nel 2025 hanno toccato il minimo storico di 355mila unità (-3,9% a/a) rispetto ai 652mila decessi, anche se il saldo migratorio rimane ampiamente positivo (+296mila unità).
Come è messo invece il resto d’Europa? In breve: male, ma non male come l’Italia. L’Istat prende come riferimento il 1° gennaio 2025: i giovani 0-14 anni sono complessivamente nell’Ue a 27 il 14,4%, gli anziani il 22%, la popolazione in età attiva il 63,6%. A livello nazionale, l’Irlanda ha la percentuale maggiore di giovani (18,5%), seguita da Svezia (16,8%) e Francia (16,6%), mentre l’Italia è il fanalino di coda con l’11,9% di giovani e la percentuale maggiore di anziani (24,7%).
Infine, l’Istat nel suo rapporto precisa che il “il concetto di invecchiamento della popolazione basato sul mero conteggio delle persone che superano i 65 anni rappresenta una semplificazione, retaggio del passato”. Questo perché gli anziani oggi godono di migliore salute rispetto al passato, con la “soglia di ingresso nella cosiddetta terza età” che tende a spostarsi in avanti. L’Italia, inoltre, ha una delle aspettative di vita più alte in Ue: 81,7 anni per gli uomini e 85,7 anni per le donne. Ecco allora che la quota di popolazione anziana di dimezza al 12,3% se venisse preso “come parametro fisso la speranza di vita residua a 65 anni degli uomini nel 1960 (pari a 13,1 anni)”. Secondo questo parametro, nel 2025 sarebbero considerati anziani non gli over65 ma solo coloro che hanno “un’età pari a 74 anni per gli uomini e a 77 per le donne”.






