Difendere il budget della Politica Agricola Comune, evitare penalizzazioni per le aree più produttive e riconoscere pienamente il ruolo delle Regioni nella governance. Sono queste, in sintesi, le principali istanze che Regione Lombardia ha portato a Bruxelles nell’ambito della missione istituzionale guidata dal presidente Attilio Fontana in vista della riforma della PAC (Politica Agricola Comune) post 2027.
Ad illustrare alle istituzioni europee le richieste lombarde sul futuro del settore, l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste Alessandro Beduschi, che ha posto l’accento sul contesto attuale caratterizzato da risorse in calo e nuove sfide legate a sicurezza alimentare, energia e transizione ecologica. Un quadro in cui l’eventuale ridimensionamento della PAC e criteri di riparto non calibrati sulla reale capacità produttiva rischierebbero di penalizzare ulteriormente il sistema agroalimentare della Lombardia, tra i principali d’Europa per valore aggiunto ed export. In particolare, i meccanismi che uniformano i pagamenti per ettaro o privilegiano esclusivamente le aree meno sviluppate potrebbero ampliare il divario competitivo.
Tra le richieste principali della Lombardia c’è il mantenimento di un budget PAC autonomo almeno ai livelli attuali, indicizzato all’inflazione reale, e il rifiuto dell’ipotesi di fusione in un fondo unico con altre politiche europee. Regione Lombardia sostiene inoltre il ripristino della struttura a due pilastri – pagamenti diretti e sviluppo rurale – e una chiara separazione delle risorse agricole da quelle di coesione.
Particolare attenzione è stata posta alla tutela della zootecnia e del lattiero-caseario, comparti chiave per il sistema lombardo, che potrebbero essere penalizzati da criteri non adeguati. La Regione chiede di mantenere e rafforzare il sostegno accoppiato, che prevede aiuti economici legati direttamente alla produzione di specifici prodotti agricoli. legandolo a parametri ambientali misurabili, e di valorizzare gli investimenti in innovazione, agricoltura di precisione, gestione efficiente delle risorse idriche ed energetiche.
Altro punto centrale è l’esigenza di una transizione ecologica ‘misurabile’ e non ideologica. Su questo aspetto la proposta di Regione Lombardia riguarda l’introduzione di strumenti basati sui risultati – riduzione delle emissioni, efficienza nell’uso di acqua e nutrienti – piuttosto che su vincoli standardizzati che rischiano di penalizzare le aziende più strutturate.
Sul piano della governance la richiesta di Regione Lombardia è di mantenere una programmazione regionale dello sviluppo rurale e riconoscere le Regioni come co-decisori nella gestione delle risorse. Rafforzamento degli investimenti in infrastrutture idriche, digitalizzazione, ricerca e innovazione e misure concrete per favorire il ricambio generazionale e sostenere le imprese orientate al mercato sono, infine, le priorità segnalate: “L’agricoltura deve essere riconosciuta come un bene pubblico strategico europeo – ha sottolineato Beduschi – non possiamo accettare ulteriori tagli a una politica che garantisce sicurezza alimentare, presidio dei territori e sviluppo economico. Serve una PAC forte, con risorse adeguate e strumenti in grado di sostenere anche i sistemi più avanzati e competitivi”.






