La guerra in Iran sembra aver messo in un angolo l’invasione russa dell’Ucraina. I negoziati trilaterali Kiev-Washington-Mosca sono di fatto in pausa, ma Mosca continua sul campo di battaglia la sua guerra di aggressione. Il governo ucraino prova a guardare avanti e nel futuro post-bellico del Paese anche l’Italia svolgerà un ruolo importante. A inizio settimana, infatti, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha partecipato alla ‘Seconda Conferenza sulla Cultura Ucraina: Cooperazione per la Resilienza’ tenutasi a Leopoli, nell’ovest dell’Ucraina.
Giuli ha assicurato che, una volta terminata la guerra, Roma avrà “un ruolo di primo piano nella ricostruzione delle istituzioni culturali nella regione di Odessa”, sottolineando come “la difesa e la rigenerazione della cultura ucraina, nel rispetto della sovranità e delle priorità individuate da Kiev, devono essere centrali nell’agenda politica europea e internazionale”. Durante un conflitto di questo genere, infatti, la priorità è la sopravvivenza, ma Putin non ha mai nascosto l’intento di eradicare l’identità dell’Ucraina come nazione, identità che passa anche dalle forme culturali e artistiche in cui essa trova espressione.
Nel concreto, il ministero della Cultura italiano “metterà a disposizione le sue competenze e le risorse umane per formare il personale locale nei comparti del restauro, della conservazione e della gestione del patrimonio culturale”, ha affermato il ministro Giuli. Durante la sua visita a Leopoli, Giuli ha visitato assieme alle autorità ucraine anche la celebre Chiesa di Sant’Andrea, un complesso del XVII secolo danneggiato dai bombardamenti russi lo scorso 24 marzo.






