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giovedì 26 Febbraio, 2026
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Ungheria, Viktor Orbán accusa l’Ucraina di aver imposto un blocco petrolifero, ma dietro ci sono problemi elettorali

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L’Ungheria teme un attacco ucraino contro le sue infrastrutture energetiche. Viktor Orbán ha un problema politico interno ed è disposto a ribaltare la realtà dei fatti pur di cercare una via d’uscita. In realtà, quello che è successo è coerente con il filo-putinismo del leader ungherese. A seguito dei danni provocati da un bombardamento russo, infatti, il governo di Kiev circa un mese fa ha deciso di chiudere l’oleodotto Druzhba. Si tratta di un’enorme infrastruttura costruita negli anni ’60, famosa anche come l’oleodotto dell’Amicizia, che porta il gas dalla Russia fino all’Ungheria e alla Slovacchia.

Orbán questa settimana ha accusato direttamente Volodymyr Zelensky di aver imposto di fatto un “blocco petrolifero” contro Budapest, ritardando la riapertura dell’oleodotto non per motivi tecnici legati al bombardamento, ma per ragioni politiche. Tuttavia, il leader ungherese è andato oltre, dichiarando che gli ucraini “stanno preparando ulteriori azioni per interrompere il sistema energetico ungherese”. Poco importa che non sia stata portata alcuna evidenza a sostegno di queste affermazioni, l’accusa è strumentale per il passo successivo.

Orbán, infatti, ha annunciato di aver “ordinato il rafforzamento della protezione delle infrastrutture energetiche critiche”. Nel concreto, Budapest ha deciso di schierare “soldati e attrezzature necessarie” per “respingere potenziali attacchi” contro stabilimenti energetici critici. I media internazionali hanno collegato tutto questo polverone alle difficoltà interne di Orbán. L’uomo forte dell’Ungheria è al potere ormai da 16 anni consecutivi e il Paese ora si prepara alle elezioni parlamentari previste per metà aprile. Il partito di Orbán, Fidezs, risulta in svantaggio in gran parte dei sondaggi mentre lo sfidante del centro-destra, Peter Magyar, starebbe avendo la meglio nei sondaggi a meno di due mesi dal voto.

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