back to top
giovedì 26 Febbraio, 2026
Sign In
spot_img
spot_img

Buste paga avanti del 2,6%: cosa cambia per i lavoratori nel 2026

spot_img

I più letti

Dal mercato del lavoro arrivano segnali di ripresa, ma la domanda resta se questi si riflettano davvero sulle buste paga. Secondo i dati dell’Osservatorio di Hunters Group, nel 2026 le retribuzioni in Italia crescono in media del 2,6%, in un contesto che continua a confrontarsi con l’erosione del potere d’acquisto causata dall’inflazione dell’ultimo triennio. Un recupero graduale, che però non racconta solo una dinamica numerica, ma un cambiamento più profondo nel rapporto tra imprese e lavoro.
Come spiega Joelle Gallesi, il lavoro non è più considerato esclusivamente una voce di costo, ma un vero e proprio asset di governance. Le politiche retributive stanno diventando uno strumento strategico di attrazione e fidelizzazione dei talenti, in un contesto in cui i professionisti non cercano più soltanto una Ral competitiva, ma un progetto di crescita e un valore misurabile nel tempo. Non si parla più delle “Grandi Dimissioni”, ma di una fase che può essere definita come una “Grande Ricalibratura”, in cui aziende e lavoratori cercano un nuovo equilibrio fondato su competenze, trasparenza e riconoscimento del potenziale.
In questo scenario, un ruolo centrale è destinato alla trasparenza salariale. Nel corso del 2025 molte aziende hanno iniziato a rivedere i propri sistemi retributivi per ridurre il gender pay gap e rendere più oggettivi i criteri di determinazione degli stipendi, in vista dell’entrata in vigore della normativa europea prevista per giugno 2026. Un passaggio che sta già influenzando le strategie di gestione del personale e la struttura delle carriere.
L’analisi dell’Osservatorio evidenzia come la crescita delle retribuzioni non sia uniforme, ma segua la trasformazione dei singoli settori. Nei ruoli di supporto manageriale, ad esempio, le figure di assistant e office support hanno assunto una valenza sempre più strategica, superando la dimensione puramente operativa. L’autonomia decisionale e la capacità di gestire la complessità organizzativa hanno ridefinito il posizionamento di queste professionalità, con retribuzioni che per una executive assistant senior possono arrivare a livelli molto elevati.
Nei comparti dell’automazione e dell’ingegneria, la resilienza produttiva e la crescita della domanda interna spingono le imprese a cercare profili con competenze ibride, in cui tecnologia, intelligenza artificiale, robotica e sostenibilità diventano requisiti imprescindibili. In questi ambiti, le retribuzioni riflettono la scarsità delle competenze: le figure apicali superano agevolmente le soglie retributive tradizionali, mentre anche i profili junior partono da livelli più alti della media.
Una dinamica simile interessa il settore bancario e assicurativo, sempre più caratterizzato dalla convergenza tra modelli tradizionali e soluzioni fintech e insurtech. La capacità di integrare competenze regolatorie, analisi dei dati, intelligenza artificiale e gestione del rischio diventa il principale fattore competitivo, con riflessi diretti sulle retribuzioni delle figure senior e specialistiche.
Le costruzioni continuano a essere trainate dagli investimenti del Pnrr e dalla spinta verso digitalizzazione e sostenibilità. La trasformazione dei cantieri in ecosistemi tecnologici complessi aumenta la domanda di profili in grado di garantire una governance efficace delle commesse, premiando le competenze di project management lungo tutto l’arco della carriera. Anche nel settore energetico la competizione per i talenti è intensa, in un mercato segnato da complessità autorizzative e territoriali, che richiede figure capaci di integrare competenze tecniche, finanziarie e regolatorie, con retribuzioni che riflettono questa difficoltà di reperimento.
Nel mondo dei servizi finanziari e della finanza d’impresa, la trasformazione digitale e l’integrazione dei criteri ESG stanno ridefinendo il ruolo delle funzioni chiave. Le aziende cercano professionisti in grado di coniugare visione analitica e leadership, rendendo il settore uno dei più resilienti anche sul piano retributivo. Un’evoluzione analoga interessa l’healthcare e le life sciences, dove la combinazione tra ricerca scientifica, biotecnologie e soluzioni digitali per la salute alimenta la domanda di profili ad alta specializzazione, determinanti per tradurre l’innovazione in valore economico e sociale.
Anche le risorse umane vivono una fase di profonda trasformazione. La digitalizzazione, il ricambio generazionale e la necessità di trattenere i talenti stanno spostando l’attenzione verso ruoli sempre più orientati al business, come gli HR business partner e i responsabili di compensation & benefits, chiamati a governare sistemi retributivi complessi e coerenti con le strategie aziendali.
Nel settore ICT, digital e new media, la domanda di professionisti continua a crescere a ritmi sostenuti, spinta dall’intelligenza artificiale e dalla cybersecurity. In un mercato altamente competitivo, le aziende sono chiamate a offrire non solo stipendi attrattivi, ma anche flessibilità e progetti innovativi per attrarre e trattenere i profili più richiesti. La trasformazione investe anche il retail e la grande distribuzione, sempre più orientati a modelli phygital, in cui l’integrazione tra canali fisici e digitali ridefinisce competenze e leadership, premiando i ruoli legati all’e-commerce e all’omnicanalità.
Infine, la crescente complessità normativa rafforza il ruolo strategico delle funzioni fiscali e legali, mentre logistica e trasporti, che contribuiscono in modo significativo al Pil nazionale, vedono un’evoluzione dei profili professionali verso competenze ibride, digitali e linguistiche, con livelli retributivi in crescita.
Il quadro che emerge dall’Osservatorio Hunters Group racconta dunque un mercato del lavoro in ripresa, ma soprattutto in trasformazione. Le retribuzioni crescono, seppur con cautela, e sempre più in funzione delle competenze, della capacità di adattamento e del valore strategico che i professionisti sono in grado di portare alle imprese in una fase di profonda riorganizzazione economica e produttiva.
Gloria Giovanditti

- Advertisement -spot_img

Altri articoli

- Advertisement -spot_img

Articoli recenti