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martedì 7 Aprile, 2026
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Aerospace, Confindustria Bergamo scommette sulla Space Economy

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La Space Economy globale è destinata a passare da 630 miliardi di dollari nel 2023 a 1,8 trilioni entro il 2035. Una crescita che ridefinisce equilibri industriali e strategici e che spinge anche i territori a riposizionarsi. È in questo contesto che Confindustria Bergamo ha deciso di assumere un ruolo attivo, individuando nell’aerospazio una delle direttrici su cui costruire competitività nei prossimi anni. Con l’iniziativa “Aerospace in action” e la presentazione del White Paper dedicato al potenziale del comparto per il territorio, l’associazione ha formalizzato una scelta: agganciare una filiera in espansione che va ben oltre l’esplorazione spaziale tradizionale e coinvolge difesa, telecomunicazioni, navigazione satellitare, osservazione della Terra, gestione dei dati e applicazioni industriali e civili.

L’approccio non è settoriale ma sistemico. L’aerospazio viene inserito tra le nuove priorità strategiche insieme a elettrico, med-tech, nucleare e idrogeno, con l’intelligenza artificiale come tecnologia trasversale. Il tessuto bergamasco, caratterizzato da manifattura complessa e produzioni intermedie ad alta specializzazione, presenta già connessioni potenziali con la subfornitura aerospace e difesa, in particolare nei comparti meccanico, elettronico ed elettrotecnico. La presenza dell’Università degli Studi di Bergamo rafforza il disegno industriale: la ricerca in ambito space e la formazione terziaria vengono considerate leve necessarie per sostenere l’evoluzione delle competenze e accompagnare le imprese verso standard tecnologici e certificativi più avanzati. La dimensione europea, richiamata anche nel confronto con esponenti istituzionali e con rappresentanti dell’European Space Agency, conferma che la competizione si gioca su scala globale, con Stati Uniti e Cina in forte accelerazione e l’Europa chiamata a rafforzare investimenti, integrazione industriale e rapidità attuativa, anche attraverso strumenti come il nascente Space Act orientato al mercato unico.

Sul piano operativo, l’iniziativa si traduce in azioni concrete. È già stata avviata una mappatura della filiera aerospaziale bergamasca che, nella prima fase, coinvolge una ventina di imprese. L’obiettivo è identificare competenze esistenti, sovrapposizioni e possibili sinergie, per costruire un nucleo di aziende guida e attivare tavoli tecnici permanenti. Il percorso prevede collaborazioni strategiche, programmi di formazione e riqualificazione, con l’ambizione di sviluppare un polo aerospaziale integrato dotato di laboratori di testing condivisi e piattaforme di scambio tecnologico. La prospettiva è attrarre investimenti, generare occupazione qualificata e consolidare il posizionamento di Bergamo come area di manifattura avanzata in una filiera che, nei prossimi dieci anni, potrebbe triplicare il proprio valore globale.

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