Il 2026 sarà un altro anno di guerra per l’Ucraina, un altro anno di resistenza. Questo, perlomeno, è quanto si può dedurre al termine delle prime due settimane di gennaio. Mosca vuole approfittare delle rigide temperature invernali: l’altra notte i russi hanno attaccato 15 infrastrutture critiche in tutta l’Ucraina, tra cui alcuni impianti energetici, secondo quanto riferito dal governo di Kiev. I colloqui tra Russia e Usa finora non hanno portato nemmeno ad un cessate il fuoco, nel frattempo centinaia di civili ucraini sono al freddo, senza riscaldamento e senza corrente, ma il peggio forse deve ancora venire.
Sul sito del governo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che, secondo le informazioni raccolte, i russi starebbero “preparando un nuovo attacco massiccio” con droni per “indebolire le nostre difese aeree e missili”. Zelensky ha dunque invitato tutti i cittadini ad aiutarsi l’un l’altro. La pioggia di missili e droni degli ultimi giorni sembra confermare questi sospetti. Il 2026 comincia in salita, dunque, per l’Ucraina, che si è appena lasciata alle spalle un anno doloroso.
Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, infatti, il 2025 è stato l’anno “più sanguinoso” in Ucraina dopo il 2022, anno dell’inizio dell’invasione russa. In totale ci sono stati oltre 2.500 morti tra i civili e più di 12.000 feriti. Si tratta di un aumento del 31% rispetto al 2024 e del 70% rispetto al 2023. Il rapporto Onu stima circa 15.000 civili uccisi e 40.600 feriti nel complesso dall’inizio dell’invasione, ma è difficile avere dati precisi mentre è in corso la guerra. Secondo l’Onu, il numero vero delle vittime “probabilmente molto più alto”.





