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martedì 13 Gennaio, 2026
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Ucraina, le garanzie di sicurezza dei Volenterosi hanno parecchi punti deboli

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Nonostante i passi avanti, le garanzie di sicurezza offerte dagli europei all’Ucraina appaino tutt’altro che solide. Questa settimana sono stati fatti progressi con il vertice dei Volenterosi di Parigi che ha portato alla definizione di un documento di garanzie che prevede tra le altre cose una forza multinazionale armata sul suolo di Kiev da dispiegare dopo che sarà stata raggiunta una tregua. Ma i dubbi su questa svolta sono parecchi.

Inizialmente sembrava che Francia e Gran Bretagna fossero pronte a mettere in campo circa 30.000 soldati, ma secondo il Times, che cita fonti militari, le due nazioni manderebbero solo 7.500 soldati a testa a causa del ridotto numero di effettivi soprattutto tra le file di sua maestà Re Giorgio III. In ogni caso, un eventuale dispiegamento di soldati da parte di Londra dovrà prima passare dal voto del parlamento britannico.

Un altro tema cruciale sono le regole di ingaggio, che devono essere chiare perché l’effetto deterrente contro i russi sia credibile. Terminato il vertice di Parigi, Volodymyr Zelensky ha dichiarato che non ha ricevuto “una risposta chiara e inequivocabile” su come gli alleati europei reagirebbero in caso di un nuovo attacco russo. Il presidente ucraino, inoltre, vorrebbe che gli Stati Uniti prendessero un impegno di difesa verso Kiev di almeno 15 anni. E proprio il ruolo di Washington rappresenta l’elemento più critico. Gli americani sarebbero i responsabili del controllo del cessate il fuoco e impiegherebbero forze di intelligence e ricognizione a questo scopo, ma sembra che durante le fasi finali del vertice di Parigi sia scomparsa la promessa di un netto intervento armato da parte degli Usa in caso Mosca decida di violare in futuro il cessate il fuoco, secondo quanto riporta il Corriere della Sera.

Infine, c’è la variabile indipendente: il Cremlino. Putin ha detto in passato che non accetterà mai la presenza di truppe straniere sul suolo ucraino e finché manterrà l’iniziativa sul campo di battaglia è probabile che non accetterà alcuna tregua. Tuttavia, a breve potrebbero arrivare notizie positive dagli Stati Uniti. Il potente senatore repubblicano Lindsey Graham ha detto che il Senato Usa potrebbe votare già la settimana prossima il provvedimento che contiene sanzioni alla Russia. Una mossa che ha l’obiettivo di mettere pressione a Putin affinché accetti un cessate il fuoco.

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