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venerdì 27 Febbraio, 2026
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Ue promuove la Manovra italiana 2026

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L’Italia incassa un segnale positivo da Bruxelles. La Commissione europea ha approvato il Documento programmatico di bilancio per il 2026, giudicando sufficiente il percorso intrapreso dal Governo per ridurre il deficit e riportarlo sotto la soglia del 3% del Pil già entro l’anno. Un passo che, se confermato dai dati a consuntivo del 2025, potrebbe portare il nostro Paese fuori dalla procedura per deficit eccessivo nella primavera imminente.
A esprimere soddisfazione è stato il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis, che ha sottolineato come gli sforzi italiani siano finora in linea con le richieste di Bruxelles. L’Italia – insieme ad altri undici Stati membri dell’eurozona – supera così il primo test tecnico sul rientro nei parametri di finanza pubblica.

Dombrovskis: “Progressi sufficienti, ora accelerare sulle riforme”

Nella nota diffusa al termine della valutazione, la Commissione europea ha ricordato che il monitoraggio proseguirà nei mesi a venire all’interno del programma del semestre europeo. La prossima verifica formale è prevista per giugno 2026, quando Bruxelles valuterà l’attuazione del percorso di aggiustamento concordato.
Dombrovskis ha riconosciuto i progressi compiuti dal Governo italiano, pur richiamando la necessità di un’azione riformatrice più incisiva per stimolare una crescita economica definita “ancora troppo lenta”. Con l’avvicinarsi della conclusione del Pnrr, l’Europa invita l’Italia a fare maggiore affidamento sui fondi strutturali e di coesione per sostenere investimenti pubblici e sviluppo produttivo.

Giorgetti: “La direzione è giusta, nessuna inversione di rotta”

La risposta da Roma è stata immediata. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha accolto con favore il via libera comunitario, definendolo la conferma che il percorso intrapreso è quello corretto.
«L’approvazione di Bruxelles – ha dichiarato – certifica che stiamo avanzando con responsabilità e serietà. Il percorso di rientro del debito è già tracciato, al netto degli effetti ancora pesanti del Superbonus edilizio. Sulla crescita, che resta un punto debole, servirà l’impegno congiunto di Governo e quadro internazionale».
Il titolare del Tesoro ha inoltre chiarito che la Manovra non subirà deviazioni sostanziali durante l’iter parlamentare, condizione espressa anche dalla Commissione come requisito per la valutazione finale.

Manovra in aula, oggi vertice a Palazzo Chigi

Proprio mentre arriva l’ok di Bruxelles, il dibattito sulla legge di Bilancio è al centro dei lavori politici interni. Il testo è in esame al Senato e oggi, a mezzogiorno, Palazzo Chigi ospiterà un nuovo vertice di maggioranza con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Sul tavolo, le possibili modifiche al testo: affitti brevi, estensione dell’iperammortamento, regime fiscale sui dividendi, ampliamento delle esenzioni Isee sulla prima casa, oltre a un pacchetto di interventi per favorire l’emersione dell’oro da investimento non dichiarato.
Nelle prossime settimane Governo e Parlamento saranno quindi chiamati a blindare il provvedimento senza alterarne i saldi di bilancio, condizione essenziale per non rimettere in discussione la valutazione positiva dell’Unione europea.

Andrea Valsecchi

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