La Germania prepara una grande esercitazione militare. La guerra scatenata da Putin contro l’Ucraina ha cambiato per sempre il paradigma di sicurezza dell’Europa: i tedeschi lo sanno e sono consapevoli che anni di sotto investimenti nella difesa rendono la Germania impreparata in caso di un conflitto. Allo stesso tempo, l’astio di Donald Trump verso la Nato ha minato la fiducia degli europei in Washington e Berlino non vuole rischiare di essere in balia degli umori dell’inquilino della Casa Bianca quando e se arriverà il momento delle armi.
Così il comandante delle forze di terra, Christian Freuding, ha annunciato l’avvio di esercitazioni su larga scala delle forze di terra, denominate “Land Shield”. Verranno svolte nel 2027 e “dimostreranno che le nostre forze di terra sono pronte ad agire rapidamente, a combattere con successo e a fornire difesa insieme ai nostri alleati”, ha spiegato il generale di divisione tedesco all’agenzia di stampa DPA. Tali esercitazioni coinvolgeranno un gran numero di scenari, da quelli di pace fino ai conflitti armati, con l’obiettivo di rendere l’esercito tedesco in grado di attuare operazioni nazionali e internazionali.
Questa è una delle tante conseguenze della presa di coscienza tedesca sulla necessità di aumentare le proprie capacità di difesa. Lo scorso anno Berlino ha deciso di cambiare la costituzione e con essa il suo storico rigorismo fiscale: ora le spese per la difesa che superano l’1% del Pil saranno escluse dal cosiddetto ‘freno al debito’, cioè il vincolo che limita allo 0,35% del Pil l’indebitamento strutturale dello Stato. La necessità di riarmo sta già cambiando l’economia tedesca. Secondo il Financial Times, infatti, il colosso tedesco dell’auto Volkswagen è in trattative con l’israeliana Rafael Advanced Defence Systems per un accordo che prevede la “conversione della produzione di uno degli stabilimenti del gruppo tedesco dalla produzione di automobili alla produzione di sistemi di difesa missilistica”.





