La guerra degli Stati Uniti contro l’Iran sta avendo pesanti ripercussioni su tutto il mondo, a partire dalle economie di diversi Paesi asiatici che sono fortemente dipendenti dai flussi di petrolio che passano dallo Stretto di Hormuz, ma conseguenze peggiori rischia di pagarle l’Ucraina. In un’intervista a Reuters, Volodymyr Zelensky ha svelato che gli Stati Uniti hanno legato le garanzie di sicurezza Usa al ritiro delle truppe ucraine da tutto il Donbas. Kiev, per il momento, mantiene il controllo di circa il 19% del Donetsk, una delle due regioni che assieme al Lugansk compongono il Donbas.
Il presidente ucraino, infatti, ha spiegato a Reuters che Trump ora è completamente focalizzato sull’Iran, motivo per cui avrebbe aumentato le pressioni sugli ucraini al fine di giungere alla fine di un conflitto che ormai è entrato nel suo quinto anno. Mosca incassa e ringrazia. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che la Russia è lieta “che gli Stati Uniti sosterranno le garanzie di sicurezza per l’Ucraina”, solo se Kiev “si ritira dal Donbass”. Rimangono inoltre parecchi interrogativi riguardo a queste garanzie di sicurezza: implicheranno soldati Usa di stanza in Ucraina? Finora Trump è sembrato reticente a impegnare “boots on the ground” in Ucraina, limitandosi a una generica sorveglianza della linea del fronte quando sarà raggiunto l’accordo di pace. Troppo poco per scongiurare una nuova invasione russa in futuro.
Ma non si tratta solo delle garanzie di sicurezza e della compiacenza dell’amministrazione Trump verso le ragioni e le pretese di Putin. Kiev chiede da tempo più missili intercettori: servirebbero circa 2mila missili antibalistici Patriot all’anno, ha spiegato il commissario Ue Kubilius a Il Foglio. Nei primi giorni di guerra contro l’Iran, Usa e Paesi del Golfo hanno usato 800 Patriot e, secondo il Washington post, il Pentagono sta valutando se inviare in Medio Oriente alcune armi destinate all’Ucraina, tra cui proprio sistemi Patriot e Thaad. Mosca cerca di sfruttare la situazione nel Golfo a suo vantaggio: secondo i servizi segreti ucraini, infatti, i russi avrebbero cercato di ricattare gli Stati Uniti proponendo un’interruzione della condivisione di informazioni sensibili con l’Iran. In cambio, Washington dovrebbe interrompere la condivisione dei preziosi dati di intelligence con gli ucraini. Per l’Ucraina, dunque, molto dipende da quanto durerà la guerra di Trump contro l’Iran e quale sarà il costo finale per gli Stati Uniti.





