La guerra in Iran è entrata nella sua quarta settimana e non ci sono veri segnali di escalation che indichino che finirà a breve. Questo è un problema anche per Kiev. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha esplicitamente manifestato il suo dispiacere nello stallo sui negoziati con la Russia dovuto principalmente al fatto che la guerra contro l’Iran di fatto è ora “l’obiettivo principale della parte americana”. Gli inviati di Kiev hanno incontrato quelli di Trump in Florida, ma non sono emerse novità significative.
Il capo negoziatore ucraino, Rustem Umerov, ha parlato di “progressi” durante questi colloqui, ma la mancanza di ulteriori dettagli non è un buon segnale. Nel frattempo, la guerra va avanti. Zelensky ha riferito che Mosca ha cercato di intensificare l’offensiva anche grazie alle condizioni meteorologiche più favorevoli, ma ha finito per perdere circa 8.000 soldati “in soli sette giorni”, tra morti e feriti.
L’Europa, nel frattempo, continua a rimanere fuori dai giochi. La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha ribadito alla trasmissione ‘Che tempo che fa’ che non si può decidere il futuro dell’Ucraina senza coinvolgere l’Ue. “Niente sull’Ucraina senza l’Ucraina e niente sull’Europa senza l’Europa. Questo deve essere il principio fondamentale dei negoziati”. Un principio, tuttavia, che né russi né americani hanno intenzione di prendere in considerazione.





