Approfondimento, qualità, dati incontrovertibili: questi gli ingredienti di una serata di alto livello, quella di giovedì scorso a Brescia a tema automotive, presso la sede del Gruppo Consoli, realtà leader in materia di Healthy Facility.
Roberto De Miranda (CEO del Gruppo ORI Martin, acciaieria per l’automotive), Andrea Dell’Orto (vicepresidente Dellorto Motorsport, azienda produttrice di carburatori e non solo), Paolo Faganelli (CEO Cil, Compagnia Italiana Lubrificanti), Paolo Pozzi (CEO Agrati Group, che progetta e produce soluzioni di fissaggio per l’automotive) e Franco Tomasi (CEO Tomasi Auto, concessionario di auto nuove, usate e a km0) non hanno apportato soltanto, nella tavola rotonda moderata dal direttore Alberto Manzo che li ha visti protagonisti, un contributo contenutistico di rilievo, ma hanno condotto la platea (oltre 80 persone presenti) in un percorso di comprensione del presente – tra mercato nazionale, continentale e globale – e del futuro ormai prossimo della scadenza del 2035.
Molto apprezzata è stata la pluralità di prospettive dalle quali l’argomento è stato affrontato: crescita economica, sostenibilità sociale ed ecologica, innovazione tecnologica, ruolo della politica. Politica, peraltro, brillantemente rappresentata dalla consigliera regionale Claudia Carzeri, che ha portato il suo saluto, e dall’intervento di Massimiliano Salini, Eurodeputato e vicepresidente del Gruppo PPE al Parlamento europeo, nonché relatore dell’Eurocamera per la revisione del Regolamento sugli standard di CO₂ per autovetture e veicoli commerciali leggeri. La serata è terminata, come da tradizione, con l’aperitivo di networking, occasione di reciproca conoscenza tra i partecipanti.
I contenuti della serata: i protagonisti del parterre hanno analizzato, cifre alla mano, i diversi aspetti di una partita vitale per la manifattura italiana e continentale. Il quadro emerso dice di un mercato europeo che, rispetto alle locomotive asiatiche, arranca e fatica. La spinta obbligata verso l’elettrico, di per sé ostacolata da fattori culturali e infrastrutturali, sta attraversando una fase di ripensamento. Volumi di vendita che si rivelano molto inferiori alle previsioni rendono in molti casi difficile rientrare dagli investimenti sul mercato europeo dell’elettrico. Altri fattori decisivi sono il livello tecnologico estremamente avanzato dai motori endotermici, ormai poco o pochissimo inquinanti, il costo economico ed ecologico molto alto della ricarica delle batterie dei veicoli elettrici, la rapida obsolescenza di questi stessi veicoli rispetto agli equivalenti endotermici.
L’Europa inquina attualmente per una quota pari ad appena il 6% del dato mondiale. Una percentuale analoga a quella relativa alle auto elettriche pure (BEV) circolanti nel nostro Paese, la cui quota di mercato sulle nuove immatricolazioni si attesta su un tutto sommato modesto 6,2%. L’appetibilità sul mercato di questa tipologia di propulsione è ancora strettamente vincolata agli incentivi. Completano il quadro generale la situazione internazionale esplosiva, il costo impazzito dell’energia, la generale instabilità globale.
Nel suo intervento, l’Eurodeputato Salini ha fatto il punto sull’opportunità che la revisione del Regolamento rappresenta per la correzione di una rotta che, nella scorsa legislatura, aveva imposto di fatto la cancellazione del motore a combustione interna attraverso l’obbligo delle zero emissioni allo scarico al 2035, risultato che soltanto la tecnologia elettrica avrebbe potuto garantire. Se un Green Deal iper-ideologico non può essere di alcuna utilità per l’Europa, l’intero mercato continentale può trarre grande beneficio da un Deal industriale «realistico, pragmatico e sostenibile sul piano economico, sociale e ambientale».
Ecco la buona notizia in un contesto difficile: con un efficace riadattamento del regolamento europeo su basi logiche e non ideologiche, pragmatiche e non dogmatiche, si potranno conciliare il diritto dei consumatori a un’effettiva libertà di scelta senza smantellare l’obiettivo, che resta fondamentale, della decarbonizzazione.





