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venerdì 20 Marzo, 2026
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Inflazione al 1,5%, ma salgono i servizi: segnali di pressione sui prezzi

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L’Istat rivede leggermente al ribasso le stime sull’inflazione di febbraio, ma il quadro che emerge resta quello di una dinamica dei prezzi in progressiva ripresa. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,7% su base mensile e dell’1,5% su base annua, in lieve calo rispetto alla prima valutazione che indicava un +1,6%, ma comunque in accelerazione rispetto al +1% registrato a gennaio.
Dietro il dato complessivo si confermano segnali di rafforzamento delle pressioni inflazionistiche, in particolare sul fronte dell’inflazione di fondo. L’indicatore che esclude energetici e alimentari freschi mostra infatti un aumento significativo, passando dall’1,7% al 2,4%, mentre l’indice al netto dei soli beni energetici sale dal 1,9% al 2,5%. Un andamento che evidenzia come le spinte sui prezzi si stiano consolidando soprattutto nei comparti più legati ai servizi e alla domanda interna.
A trainare l’inflazione sono in particolare i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, che segnano un incremento del 4,9%, e i servizi relativi ai trasporti, in crescita del 2,9%. A questi si aggiungono gli alimentari non lavorati, che registrano un aumento del 3,7%, contribuendo a mantenere elevata la pressione sul costo della vita per le famiglie.
L’unico elemento di contenimento significativo continua a provenire dal comparto energetico. I prezzi degli energetici registrano infatti una flessione del 6,6%, ampliando il calo già osservato nei mesi precedenti e contribuendo a limitare l’aumento complessivo dell’indice generale. Senza questo effetto, la dinamica inflattiva risulterebbe più marcata.
Nel complesso, il dato di febbraio conferma un quadro in cui l’inflazione headline resta relativamente contenuta, ma con segnali di risalita della componente di fondo che riflettono una maggiore persistenza delle pressioni sui prezzi nei servizi. Un elemento che potrebbe influenzare le prospettive dei prossimi mesi, soprattutto in relazione all’andamento dei consumi e alle politiche monetarie, in un contesto ancora segnato da incertezze sul fronte energetico e geopolitico.
Gloria Giovanditti

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